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Parma

Con le spalle al muro. Quando le difficoltà aiutano il successo

08 aprile 2013, 15:38

Con le spalle al muro. Quando le difficoltà aiutano il successo

Bambino che gioca con le bombe  durante la guerra e più volte graziato dal destino, quattordicenne che lascia la famiglia e  parte alla cieca in cerca di successo, riparatore di radio che ha per materasso uno strato di cartoni,  commerciante di elettrodomestici travolto dalle disgrazie dei soci e braccato dagli strozzini, aspirante imprenditore trascinato in un'avventura fallimentare. Inoltre, pilota che rischia la pelle non solo  in cielo, ma anche  a terra, e  infine  malato in modo così grave da sentirsi dire dai medici che se riuscirà a sopravvivere rimarrà comunque paralizzato.
Con le spalle al muro, Franco Bottarelli si è trovato parecchie volte nel corso della sua esistenza. Ma non sempre è stata una disgrazia, come verrebbe da pensare: spesso, s'è rivelata un'occasione. «E' soprattutto in questa situazione che ho dato il meglio» sottolinea lui con la forza di chi ha saputo reagire ai tiri mancini che il destino gli ha giocato con generosità. «Con le spalle al muro. Una vita tra terra e cielo» (Nuova Editrice Berti, 285 pagine) è il titolo della biografia affidata da Bottarelli alla penna di Roberto Longoni, giornalista della Gazzetta di Parma, che domani alle 18 viene presentata alla libreria Feltrinelli di via Farini dal critico letterario Giuseppe Marchetti.
    La trama è da romanzo. Si parte da un'altra Italia, rurale, di prima della guerra, per approdare ai giorni nostri, nei quali si torna a fare i conti con ristrettezze e difficoltà che parevano dimenticate. «Con Longoni ho  voluto ripercorrere il mio cammino d'uomo, durante il  quale più volte mi sono sentito disperato - sottolinea Bottarelli, imprenditore e presidente dell'Aeroclub - perché mi sembra che oggi con le spalle al muro ci si sentano un po' tutti. Ho voluto ricordare ai più giovani che non bisogna arrendersi, in questi momenti, ma lottare dando tutto. Si scopriranno energie che nemmeno si immaginava di avere».
Il libro è il diario di bordo di  un viaggio nella speranza, al di là dei problemi dei quali - in quantità diverse - ogni esistenza è intessuta. Senza vittimismo, ma con l'ironia necessaria per guardare le cose dalla giusta distanza. Come quando il protagonista dovette affrontare come una trappola tesa dal destino l'occasione della sua vita. Una grande azienda gli aveva affidato il compito di adattare 1.700 cinescopi alle esigenze di due importanti clienti. Solo com'era (ma in compagnia dei debiti), Bottarelli avrebbe impiegato 1.700 giorni, anziché le due settimane richieste. E invece un insieme di caparbietà, disperazione, acume e Provvidenza gli  permise di trovare la via d'uscita. «Mi venne in mente Giotto - si legge nel libro -. Anche lui aveva fatto la stessa figura: un cerchio, a mano libera, per provare la sua capacità a chi gli chiedeva che cosa sapesse fare. La mia mano, invece, era stata guidata».