Sei in Archivio

Quartieri-Frazioni

La bottega di Accursio, qualità e sincerità a chilometri zero

09 aprile 2013, 01:42

La bottega di Accursio, qualità e sincerità a chilometri zero

Chiara Pozzati
Ti aspetti le primizie di stagione, e ci sono. Ma con i cornflakes, le marmellatine, le spezie e un discreto assortimento di vini proprio non avevi fatto i conti. Una spesa che riserva piacevoli sorprese nel cuore del quartiere Molinetto. Succede in via Musini, dove lo storico negozio di ortofrutta che porta il nome della strada cambia look piano piano. Un mosaico affascinante tra scaffali e meraviglie, passato e presente: ecco il progetto di Accursio Venezia, 34 anni, che ha preso le redini del locale. Locale che somiglia sempre più a una drogheria. Una di quelle chicche di cui Parma era piena, «e che oggi sono quasi del tutto scomparse», commenta il giovane commerciante. «Il mio sogno? Dare vita a una vera e propria bottega di quartiere, ma con lo sguardo rivolto alla città. Un negozio capace di custodire tutto ciò che serve al cliente che abita all’angolo della strada, ma anche a chi viene dal centro - dice senza esitazioni -. Oltre alla qualità, però, credo sia fondamentale il rapporto con il cliente e la “sincerità a chilometri zero”. Infatti, sono convinto del valore della fiducia. È importante che chi entra possa trovare prodotti di qualità, ma anche consigli preziosi e onesti». Accursio è giovane, ma ha già girato parecchio. Nato a Sciacca, in provincia di Agrigento, è arrivato a Parma per terminare il suo percorso di studi, oltre a quello professionale. Una laurea triennale in storia e filosofia appesa al muro e una buona dose di esperienza in diversi campi professionali, il 34enne ha deciso di costruire la sua bottega «pezzo dopo pezzo». Quando parla del negozio s’illumina: mostra con orgoglio gli scaffali zeppi e invitanti, indica dove allestirà una mini-cantina di vini e assicura di voler crescere ogni giorno di più. «La mia sfida è accontentare qualunque cliente: dalla giovane che cerca alimenti magri, a chi punta sul biologico. Dai fanatici degli stuzzichini alle tradizionali rezdore». E il quartiere sembra molto soddisfatto.