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La Lombardia rivuole 389 mila euro dagli abitanti di San Daniele Po

08 aprile 2013, 23:43

La Lombardia rivuole 389 mila euro dagli abitanti di San Daniele Po

Paolo Panni
Il Grande fiume scatena, sulla sponda opposta, una «bufera» legale, ma anche una gara di solidarietà a favore delle popolazioni rivierasche. Destinata a far discutere anche in terra Parmense. Al centro della contesa, un piccolo comune di nemmeno 1500 abitanti, il dirimpettaio San Daniele Po, e la Regione Lombardia.
Quest’ultima chiede di avere indietro 389mila euro, che sono parte del quasi milione e mezzo di euro che erano stati stanziati, in seguito alla storica esondazione del 2000, a favore di Sommo Con Porto, piccola borgata di un centinaio di abitanti, totalmente situata in golena. Della frazione si era allagato tutto: chiesa, cimitero, case, strade, attività. Oltre dieci anni dopo, in piena crisi economica, ecco un’altra calamità: non naturale ma finanziaria. Ed una sentenza di Stato dà ragione al Pirellone, che pretende quei fondi.
«Una storia da terzo millennio – spiega il sindaco Davide Persico - che ricalca perfettamente la malagestione politica e istituzionale di cui il nostro Paese è maestro». In seguito agli eventi del 2000, riconosciuto lo stato di calamità «e grazie alla tempestiva azione dell’allora ministro Enrico Letta – specifica Persico - i soccorsi  vennero prontamente sostenuti da un decreto capace di coniugare disponibilità economica (fondi per oltre 1.470.000 euro) e tempestività d’azione. Era l’ottobre del 2000 ed il decreto era finalizzato a riportare gli abitanti nelle proprie abitazioni entro il Natale successivo. Il Comune si mosse subito ripristinando strade e impianti. Gli abitanti si impegnarono con le proprie mani a spalare il fango, togliere rifiuti e detriti, igienizzare i pozzi, sistemare e tinteggiare le abitazioni. Tutto questo lavoro, a detta di un decreto giunto circa 100 giorni dopo il primo  con azione retroattiva, non doveva essere eseguito in questo modo. Andavano bene i lavori svolti in economia ma giustificati con fatture. Non bastavano più le perizie giurate, gli scontrini, la quantificazione delle ore impiegate per rimettere in sesto le case. Con questo nuovo decreto erano necessarie le fatture che, per l’ammontare dei lavori, non sono mai esistite».
Ecco quindi che la Regione Lombardia, reputando insufficienti le rendicontazioni, richiede al Comune di avvalersi sui cittadini alluvionati richiedendo loro 389mila euro di fondi da restituire.
L’amministrazione rivierasca non  chiederà un euro ai suoi cittadini e non aumenterà la pressione fiscale: Persico è irremovibile. E ricorda anche che il Comune è già impegnato «a pagare i 300mila euro per avere ripristinato l’argine a difesa di Sommo Con Porto, dopo che gli Enti preposti non sono riusciti a completare l’opera. «Subire un’alluvione e trovarsi a dover pagare quasi 700mila euro – dichiara il sindaco – per i nostri 1430 abitanti mi sembra decisamente troppo». San Daniele Po non è in grado da solo di restituire questi fondi.  «Per questo motivo ci sentiamo ancora Sommersi – attacca duramente Persico - perchè nonostante tutto la melma non è stata completamente spalata, ancora dobbiamo lottare con le acque torbide di affari che non ci appartengono».
Il primo cittadino, che lavora a Parma, conosce bene la realtà delle due sponde e fa notare come la vicenda alluvione sia stata gestita molto diversamente a Parma ed in Emilia Romagna. Due pesi e due misure per la stessa calamità quindi? «No – affonda – siamo proprio di fronte a due pianeti diversi». E, mentre il Comune sta valutando se ricorrere in Cassazione e proseguire quindi la «telenovela» legale ecco che è stato aperto un blog (www.sommersi.blogspot.it) dove seguire la vicenda ma, soprattutto, alla Popolare di Cremona, è stato aperto un conto corrente dando vita ad una sottoscrizione per effettuare una donazione pro-alluvionati di Sommo e San Daniele Po è sufficiente recarsi in una qualsiasi banca o ufficio postale e fare un bonifico all’Iban:  IT84 C 05034 57120 000000000865. Il conto corrente è intestato al Comune di San Daniele Po.

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