Sei in Archivio

Sport

Donadoni: "Non ho parlato con altre squadre. E quel titolo non corrisponde a ciò che ho detto"

09 aprile 2013, 13:54

Donadoni:

Una giornata nel segno di Roberto Donadoni: prima le dichiarazioni apparse sulla Gazzetta dello sport ( che a loro volta arrivavano dopo quelle del dopopartita di Siena), con una atmosfera quasi da divorzio annunciato. Poi le precisazioni dello stesso tecnico a Collecchio. Ecco la cronaca in due tempi:

1) L'intervista alla Gazzetta dello sport

Non ha il sapore dell'addio, ma di sicuro aggiunge un altro punto interrogativo, dopo quello che si era avvertito nelle dichiarazioni di Siena.

Roberto Donadoni, ieri nella sede della Gazzetta dello sport per il concorso Samsung, ha rilasciato alla "rosea" una lunga intervista, firmata da Nicola Cecere. Intendiamoci: il tecnico del Parma ribadisce ancora una volta la piena sintonia con Leonardi e Ghirardi. e alla domanda se si vede al parma nel prossimo campionato risponde "Certo, ho appena firmato il prolungamento biennale". ma nel seguito della chiacchierata con la Gazzetta milanese, afferma che potrebbe liberarsi - attraverso una chiacchierata sincera e serena con i dirigenti crociati - nel caso arrivasse una chiamata dal Milan o da un'altra grande (Roma...?).

Insomma, un Donadoni che da una parte chiama "Parma" il suo domani ("E non è un impegno minore"), ma che mantiene le antenne dritte nel caso di interessamento dei top-club. Ed è inutile aggiungere che l'intervista alla Gazzetta dello sport è destinata ad accendere nuovi dubbi e nuove discussioni su chi sasrà alla guida tecnica del Parma nella prossima stagione.

2) La conferenza stampa a Collecchio

"Penso che sia giusto che uno si  riconosca in ciò che dice, e io non ho assolutamente detto nulla  di quel tipo". La conferenza stampa di Roberto Donadoni, prima  della ripresa degli allenamenti del suo Parma, inizia da una  precisazione in merito a un titolo con cui è stata presentata una  sua intervista su un quotidiano sportivo e nella quale si parla  del suo futuro e del possibile approdo sulla panchina di una  grande. "Sapete anche voi, visto che lavorate per testate  giornalistiche, come funzionano le cose - ha detto l’ex ct azzurro  rivolgendosi ai giornalisti -. Io non ho mai detto una cosa di  quel genere, così come compare nel titolo ("sono pronto per una  grande"). La cosa mi dispiace perchè è antipatica. Si rientra  sempre nel ragionamento di cercare di migliorare un pò il nostro  mondo e questo di certo non aiuta. In questo siete voi giornalisti  i diretti interessati e gli attori principali. Ognuno di noi nel  suo ambito d’azione deve dare il suo contributo positivo e questo  comportamento non è dare un contributo positivo ma solo cercare  un modo per vendere. Mi spiace perchè lo trovo antipatico e di  cattivo gusto. Peraltro se non sbaglio c'è anche un virgolettato  con una frase che non ho mai pronunciato e in questa sala stampa  ci sono dei testimoni che erano con me ieri. Quello che c'è  scritto nell’articolo dimostra qualcosa di diverso dal titolo, ma  non ho più voglia di dover spiegare ciò che gli altri fanno. E'  giusto che ognuno spieghi ciò che fa in prima persona e questo  vale per tutti. Non rispondo più a domande su qualcosa che ha  fatto qualcun altro. Io rispondo di me stesso e rispondere a me  stesso significa aver detto delle cose completamente differenti da  quello che è il titolo di quel giornale. Sono profondamente  dispiaciuto perchè è un voler far apparire le cose diversamente  da come invece sono in realtà. Inutile dare la colpa ai  titolisti, è troppo facile. Quindi stendiamo un velo pietoso".

Donadoni continua a parlare del suo futuro e assicura. "Non ho mai  parlato con nessun’altra squadra. Se ci fosse qualche squadra  interessata, così come è accaduto in passato il primo a saperlo  sarebbe il presidente della mia squadra con cui io cerco sempre di  instaurare un rapporto che sia sincero, onesto, leale e di  assoluta correttezza. E’ un discorso chiuso a cui non voglio dare  seguito proprio perchè non c'è alcun seguito". Si passa allora  alle questioni di campo, il Parma è reduce dallo 0-0 in casa del  Siena. "Non penso di essere stato l’unico arrabbiato dopo il  pareggio di Siena. Se così fosse, la cosa mi preoccuperebbe.  Avevamo comunque di fronte una squadra che con i denti e le unghie  deve aggrapparsi ad una possibile salvezza, quindi non era certo  facile. Una volta fatta questa considerazione ci sono poi anche  valutazioni da fare verso noi stessi per farci comprendere fin  dove siamo arrivati e dove si poteva arrivare con un pizzico di  convinzione in più. Ormai Siena è un capitolo chiuso. Ora  dobbiamo pensare all’Udinese e provare a fare ancora meglio. Ci  aspetta una squadra che ultimamente sta facendo molto bene, quindi  l'aspetto psicologico sarà una componente in più a favore del  nostro avversario. Questo ci deve far capire che da parte nostra  dovrà esserci qualcosa in più. Tenere la concentrazione alta in  queste ultime sette partite sarà compito mio e cercherò con  tutte le mie energie di far capire ai ragazzi che mollare sarebbe  un errore imperdonabile".