Sei in Archivio

Sport

Mortillaro positivo al betametasone. Sospeso in via cautelare dal Tna

09 aprile 2013, 18:01

Mortillaro positivo al betametasone. Sospeso in via cautelare dal Tna

L'ombra del doping sul podismo parmigiano. A seguito degli esami eseguiti dal laboratorio di Roma del Coni, è stato accertato un caso di positività per Corrado Mortillaro, agente di Polizia penitenziaria di stanza a San Vittore e da quest’anno tesserato per l’Atletica Casone Noceto.
Al controllo in competizione disposto dalla Fidal, il 17 marzo scorso a Vigevano, in occasione della Scarpa d’oro Half Marathon è stata rilevata la presenza di Betametasone,  farmaco cortisonico utilizzato per il trattamento di malattie infiammatorie e che, nello sport, viene usato soprattutto per curare i traumi, velocizzare il recupero, allontanare il senso della fatica. Il Tribunale Nazionale Antidoping ha quindi sospeso in via cautelare l’atleta, accogliendo l’istanza presentata dall’Ufficio di Procura Antidoping. «Il mio obiettivo è quello di restare tra i migliori interpreti italiani della mezza maratona, anche se nel 2013 non disdegnerò qualche puntata sui 10000 metri» aveva dichiarato l’atleta prima della gara di Vigevano. Corrado Mortillaro si era già fatto notare nel parmense per la vittoria nella 30 km abbinata alla Maratona delle Terre Verdiane del 24 febbraio scorso. Con il tempo di 1h50’04'' aveva preceduto di ben 10 minuti il secondo classificato, l’imolese Vincenzo Grande. Una classifica su cui già ieri si sono aperte riflessioni e che con tutta probabilità verrà rivista facendo scrivere sull'albo d’oro il nome di Grande al posto di quello di Mortillaro.
«Mi dispiace molto per questo triste epilogo e, soprattutto, vedere atleti che non sono certo ai vertici del podismo italiano utilizzare questi sistemi scorretti - ha commentato Gian Carlo Chittolini, organizzatore della Maratona delle Terre Verdiane -. Ricordo che desiderava tanto partecipare alla nostra gara e, alla fine, aveva fatto una buona prestazione. Se un atleta ha problemi di salute che prevedono l’assunzione di farmaci “dopanti” deve presentare la ricetta medica: se non lo ha fatto resta il sospetto. Io nelle mie gare non richiedo i controlli antidoping: confido nella correttezza degli atleti».