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Parma

Emergenza sfratti: 100 al mese per morosità

10 aprile 2013, 20:20

Emergenza sfratti: 100 al mese per morosità

Chiara Pozzati
La media è di cento al mese, quasi tutti per morosità. E’ allarme sfratti in città e, pur ammettendo che fortunatamente non tutti vengono eseguiti, ha i contorni di una vera e propria emergenza-casa. In perenne crescita.
I dati risalgono al periodo natalizio, ma è lampante che non si sono registrati miglioramenti. Ecco perché l’area delle politiche abitative è la prima ad essere passata ai «raggi x» dalla commissione sul nuovo welfare di Parma.
Uno spicchio del piano operativo del biennio 2013-2015 che riguarda appunto alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp), quelli di Edilizia residenziale sociale (Ers), quelli di Parma social house, quelli di emergenza e di agenzia casa. Ma prima di snocciolare dati sulle risorse – che effettivamente ci sono -, occorre ricordare che sono 450 nei primi tre mesi dell’anno le domande arrivate all’ufficio casa da parte di chi chiede un tetto sopra la testa.
Sulle case sfitte presenti in città, poi, non ci sono dati «anche perché il Comune non ha modo di reperirli», replica l’assessore al Welfare Laura Rossi. Ecco le quattro tappe fondamentali su cui si basa il piano sulle politiche abitative: «Il primo punto è il completamento dei cantieri e la chiusura delle partecipate – fa riferimento a Parmabitare e Casadesso – con il passaggio gestione ad Acer. Poi viene l’acquisizione del maggior numero di alloggi per le emergenze».
 «Per ora non possiamo assolutamente abbassare l’Imu a nessuno» va dritta al sodo, ma lascia uno spiraglio di speranza: «Quando vedremo l’effettivo ammontare degli introiti frutto della tassa e, appena ci sarà possibile, abbiamo comunque intenzione di abbassare la percentuale sugli affitti concordati». Altri due sono i diktat dell’amministrazione: «Non si costruiranno nuovi alloggi e basta con il riempimento a random. Occorre studiare un sistema più efficace per gestire l’assegnazione degli alloggi».
Sulle emergenze, però, si ammorbidisce: «Dobbiamo acquisire il maggior numero di alloggi e permettere l’assegnazione anche senza nessun vincolo di reddito».
Ecco come funziona secondo l’assessorato al Welfare: «chi ha risorse limitate e senza possibilità di evoluzione» trova casa negli alloggi Erp, mentre chi ha «necessità, anche senza risorse economiche», sfrutta appunto gli alloggi destinati alle emergenze. «C’è poi chi ha bisogno anche in emergenza, ma ha sufficienti risorse economiche. In quel caso vengono destinati gli alloggi Ers e Parma Social housing».
Infine, chi dimostra «affidabilità e adeguate disponibilità economiche» può usufruire degli affitti concordati. Ciò che diventa sempre più difficile – la Rossi non lo nasconde – è «il rispetto delle abitazioni e l’impegno di chi abita nelle case per i piccoli lavori di manutenzione. A tutto questo si aggiunge la serietà nei pagamenti pattuiti».

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