Sei in Archivio

Spettacoli

Nuovo cd per Nek: "E torno ad essere Filippo"

10 aprile 2013, 18:32

Nuovo cd per Nek:

Elisabetta Malvagna

 La musica è una «bellissima droga da cui per fortuna è difficile disintossicarsi», come dimostrano i Rolling Stones dopo 50 anni di carriera stanno per esibirsi di nuovo ad Hyde Park. I talent esistono perchè è quello che la gente vuole, ma chi vi partecipa deve conoscerne i rischi, e non è d’accordo sulla partecipazione di Chiara, appena uscita da X Factor, tra i Big a Sanremo. Nek si racconta all’ANSA e parla del nuovo cd, che dopo 22 anni di carriera ha deciso di intitolare con il suo vero nome, 'Filippo Neviani".
«In realtà i miei fan mi hanno sempre chiamato Filippo - spiega – e mio padre avrebbe voluto che il suo cognome apparisse sulla copertina di un mio disco. Questo è il mio disco più personale, realizzato dalla nascita di mia figlia alla morte di mio papà». Confessa: «Filippo è il timido, Nek lo spudorato, esistono uno grazie all’altro. Se prima il nome Filippo mi piaceva meno, ora mi sento più io, meno vicino a vincoli o filtri», racconta l’artista di Sassuolo che stavolta si mette in gioco nel triplice ruolo di autore, interprete e musicista. 'Filippo Nevianì esce il 16 aprile in Italia e in molti paesi europei, l’11 giugno in Spagna e in America Latina nella versione spagnola. «Ho abbandonato musicalmente le sequenze, i sintetizzatori e i violini e mi sono concentrato sul basso e le chitarre», spiega l’artista. In questi 4 anni, «oltre ad aver concepito una bambina, Beatrice, ed esserle stato vicino, ho assistito mio padre che ci ha lasciati per una malattia incurabile. Attraverso questo passaggio non semplice ho trovato la forza per realizzare un disco che mi rappresenta», confessa Filippo che dedica un brano, 'Dentro l’animà, alla piccola Beatrice, e 'Un mondo tra le manì a Martina, figlia di sua moglie. «La prima volta che vidi Martina aveva un anno e mezzo. Ora ne ha 18. Ho subito pensato che dovevo darle il meglio di me. Mi ha aiutato a crescere. Se sono genitore di Beatrice lo devo anche a lei», aggiunge Nek, che non nasconde i suoi dubbi sui talent. «Una volta c'erano i talent scout, oggi ci sono i talent show – dice -. La gente li vuole ma chi ci va deve essere consapevole di aver tanto da giocarsi. Io vengo dalle sale prova nel paese in cui sono nato, da tentativi davanti a cinque persone, vengo dal basso. Ci vuole tempo. Bisogna meritarsi il posto che si conquista, ci vuole tempo. Chiara? Una ragazza, pur talentuosissima, non può uscire da un talent e andare direttamente tra i big, credo sia esagerato».
In 'Soltanto tè canta l’egoismo e la fragilità umana, mentre in 'Hey Diò riflette sull'attuale periodo storico. Nek ha le idee chiare sulla situazione di stallo politico in cui ci troviamo: «L'orgoglio e i colori dovrebbero essere messi da parte per risolvere i problemi del Paese. C'è gente che sta perdendo il lavoro, che chiede l’elemosina per strada: è allucinante». Ma l’amarezza scompare quando si parla del ritorno live dei Rolling Stones: «E' vero, i concerti rendono e i cd non si vendono. Ma il fatto è che la musica è una bellissima droga, dalla quale nessuno riesce a disintossicarsi, per fortuna. È unione, aggregazione, emozione, condivisione. Chiunque la vorrebbe fare. Gli Stones fanno bene a tornare ad Hyde Park per un concerto che resterà nella storia. Tutti noi abbiamo un tempo determinato, la musica rimane». Infine, una domanda su Laura Pausini. Era un suo grande amico, ma poi il loro rapporto «si è dissolto», dice, per una serie di motivi. Vi siete più sentiti? «Quando è diventata mamma le ho fatto gli auguri e per fortuna ho avuto una risposta. Mi auguro che sia una mamma esemplare, e lo sarà. Diventare madre era uno dei suoi sogni. Quando si diventa genitori ci si trova davanti a qualcosa che prescinde da tutto e da tutti. Rispetto alla nascita e alla morte si dovrebbero superare tutte le incomprensioni».