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Parma

Dall'università alla corsia: nasce il Laboratorio

12 aprile 2013, 01:34

Pierluigi Dallapina
Insegnare ai futuri medici cosa significa essere un «dottore» nella vita di tutti i giorni, cioè come svolgere la propria professione in una realtà fatta di regole, capacità organizzative, adempimenti burocratici e costi da rispettare.
Dottori si diventa
Insegnare queste competenze tecniche è l’obiettivo del «Laboratorio per i sistemi sanitari e l’organizzazione dei servizi per la salute», la struttura afferente dal Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell’Università che è stata presentata ieri e che troverà la sua sede al secondo piano del padiglione «Cattani».
Dalla formazione alla professione
 «L’idea che ha portato alla nascita di questo laboratorio coglie un’esigenza ed una carenza presente all’interno del sistema formativo del nostro Paese», chiarisce Leonida Grisendi, direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria. «L’obiettivo – spiega – è quello di colmare il vuoto fra la formazione clinica e scientifica e la realtà dove vengono esercitate le competenze della professione medica, cioè il Sistema sanitario nazionale e il Sistema sanitario regionale».
Il caso dei neolaureati
In diversi editoriali apparsi sulle più prestigiose riviste di medicina è stato sottolineato il fatto che i neolaureati non posseggono adeguati riferimenti di base per collocare la propria professione nei diversi livelli organizzativi che configurano i sistemi sanitari, e che spesso ignorano le modalità attraverso le quali la professionalità si inserisce nelle politiche sanitarie.
Laboratorio al via
Il Laboratorio intende quindi offrire agli studenti le competenze necessarie per affrontare l’impatto con la politica, l’organizzazione e l’economia sanitaria, il governo clinico, l’etica medica, la pratica delle esercitazioni sul campo e la connessione fra la medicina e le altre professioni. L’attività è gestita grazie al supporto di docenti del corso di laurea in Medicina, da professionisti e collaboratori dell’Ausl, oltre che da esperti esterni, e ovviamente si rivolge agli studenti di Medicina e agli specializzandi.
Un nuovo percorso
«Con questo Laboratorio non ci chiudiamo all’interno delle stanze del Cattani, ma andremo a creare un nuovo percorso di sanità pubblica», garantisce il direttore generale dell’Ausl, Massimo Fabi, prima di aggiungere che «per garantire la sostenibilità del sistema sanitario in relazione della qualità erogata, c’è bisogno di nuove competenze, della capacità di fare diagnosi e di impostare una terapia». La pensa allo stesso modo il prorettore Sandro Cavirani: «Lo scopo del Laboratorio è quello di fornire agli studenti la conoscenza degli apparati che ruotano attorno alla professione medica».
Esercitazioni sul campo
 Una parte centrale del Laboratorio è quindi rappresentata dalle esercitazioni sul campo, in modo da dare agli studenti la possibilità di sperimentare dal vivo cosa significa essere un medico. Va ricordato infine che il progetto ha potuto contare sull’interesse della Regione Emilia Romagna e delle Aziende sanitarie locali.