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Innamorati dell'Europa unita: oltre 300 studenti all'Astra

11 aprile 2013, 21:58

Innamorati dell'Europa unita: oltre 300 studenti all'Astra

Andrea Del Bue

La nascita e lo sviluppo dell’Unione Europea raccontati come una lunga storia d’amore. E’ la chiave scelta dal progetto ideato dalla scuola superiore di Sant’Anna di Pisa per diffondere la cultura dell’europeismo tra le nuove generazioni. Videoproiezioni, una voce narrante (Francesco Pigozzo), una base musicale e un cantante (Paolo Barillari); una decina di passaggi, con la regia affidata a Daniela Martinelli, di una relazione tra alti e bassi sulle note di canzoni che hanno segnato le varie epoche.
Nella platea del cinema Astra, circa 300 ragazzi degli Itc Melloni e Bodoni, coinvolti dalla promotrice dell’evento, Maura Vigetti, docente di discipline giuridiche ed economiche del Melloni. Si inizia con «Non, je ne regrette rien» di Édith Piaf. Siamo nel 1950 e la dichiarazione di Schuman apre le porte alla prima forma di integrazione europea; poco dopo nascerà la Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio): sei Stati membri mettono insieme le materie prime indispensabili per far la guerra, in modo da non farsela internamente. Sboccia l’amore e ci si dà «L’appuntamento», con le parole di Ornella Vanoni, per un primo embrionale progetto di unità politica dell’Europa; a non presentarsi, però, è la Francia, che nel ‘54 fallisce la ratifica della Comunità Europea di Difesa. La relazione sembra al capolinea, ma nel ’57, con CEE ed Euratom torna la speranza: «Vedrai, vedrai» cantava Luigi Tenco. Il mercato comune genera il boom economico degli anni Sessanta: auto, frigoriferi, televisori. O, alla Renato Conte, «donne di sogno, banane e lamponi» di «Onda su onda».
 E’ un’illusione: il decennio successivo coincide con la crisi monetaria e petrolifera, si fa strada il terrorismo. «Sballi ravvicinati di terzo tipo» e «La nostra relazione» di Vasco Rossi fanno da colonna sonora. A fine anni Ottanta la svolta; il muro di Berlino va giù, il mondo cambia: «It’s a hard life» per i Queen. Intanto, in sala, pelle d’oca per la voce di Barillari che, se chiudi gli occhi, ti fa sentire Freddie Mercury. E’ un’epoca nuova; brucia di nuovo, tra i Paesi europei, la passione che «fa ridere, bestemmiare» come in «Così celeste» di Zucchero. Si arriva al 1992, al Trattato di Maastricht; nasce l’Unione Europea, una grande casa fondata su tre pilastri: moneta-mercato, giustizia e sicurezza. Negli anni a seguire l’Ue si allarga a nuovi Stati. I primi anni Duemila sono quelli in cui si parla di Costituzione europea; «Sara spara» è l’invito scritto e cantato da Paolo Barillari, ma i referendum nazionali di Francia e Olanda affossano il progetto e valgono come imperdonabili tradimenti. Niente Costituzione, ma grande ammucchiata: tutti «Nel letto di Lucia» di Rino Gaetano per un’Europa a 27. E adesso? «O stiamo assieme sul serio o ci dividiamo per sempre» osserva Pigozzo. Risponde Enzo Jannacci: «Allora andiamo». Direzione Stati Uniti d’Europa.