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Parma

La Commissione di Audit: "Spip sconfitta per la giunta Pizzarotti, non per la città"

11 aprile 2013, 12:09

Comunicato stampa di Cristina Quintavalla (Commissione Audit)

La Commissione audit sul debito pubblico nel corso della conferenza stampa di martedì 9 aprile ha  fornito una serie di riferimenti puntuali (riportati dal giornalista) attraverso i quali ha dimostrato che la Giunta comunale, guidata dal sindaco Pizzarotti, ha sostenuto l'ipotesi di concordato preventivo a tutti i costi. 
Vorrei porre l'accento che si tratta di una sconfitta “non per la città”, ma per la Giunta Pizzarotti, che ha dimostrato di non potere, né volere mettere in discussione i meccanismi di potere che hanno imprigionato la città dentro logiche privatistiche, corruttive, e profondamente ingiuste. 

Ha dimostrato di rincorrere i poteri forti, anziché guidare  i processi e gli eventi con una propria agenda e con proprie priorità.
Si è rinchiusa in un'autoreferenzialità impolitica, attraversata da complessi di persecuzione, in virtù dei quali sono state cacciati dalla residenza municipale la concertazione con le parti sociali, le realtà politiche e sociali della città, il confronto, la mediazione.
La giunta comunale non solo non ha voluto indagare, né denunciare l’operazione SPIP, tutelando il diritto dei cittadini alla verità e alla giustizia, ma ha  costruito un piano di concordato coi creditori che non era sostenibile finanziariamente, perché fortemente compromesso dalla grave situazione economico-finanziaria di STT, la holding comunale che controlla SPIP, ed era  profondamente iniquo perché rischiava di sottrarre risorse e beni comuni, come l’acqua, alla collettività (la ricapitalizzazione di STT avrebbe dovuto avvenire attraverso prestiti bancari garantiti dalla cessione in pegno delle azioni IREN). 
Il piano di concordato preventivo è stato sostenuto strenuamente dall'Amministrazione comunale grillina, sebbene prevedesse l ’erogazione ingiustificata di finanziamenti pubblici a fondo perduto per  5 mln di euro (poi 2.8mln) , nel tentativo di soddisfare “il ceto bancario”, fortemente penalizzato dall'insolvenza di SPIP e dalla svalorizzazione dei terreni, il cui valore attuale è dimezzato rispetto  a quello attribuito in sede di erogazione dei mutui stessi. 
Insomma quest'Amministrazione era pronta a compiere un’operazione antieconomica che danneggiava l'interesse pubblico, soprattutto i  cittadini, costretti a ripianare il debito pubblico con tasse tra le più alte d'Italia, aumenti delle rette dei servizi e tagli alla spesa sociale per favorire “il ceto bancario”, affinchè non venisse troppo danneggiato dall'insolvenza di SPIP.
Fino a che punto è giunta l'Amministrazione comunale?
A scavalcare gli organi direttivi di STT che avevano DELIBERATO di non approvare la proposta di modifica al piano concordatario di SPIP , poiché la società “non avendo liquidità propria se non nell'ambito delle linee di credito utilizzabili, né flussi di cassa stabili […]ma una posizione debitoria illiquida”, aveva ritenuto di rifiutare un finanziamento a Spip a fondo perduto  non compatibile con la finalità della società stessa, non avendo margini per ulteriori erogazioni. 
Il Consiglio di amministrazione di STT peraltro ha dichiarato di  non aver avuto dalla giunta comunale né garanzie, né assicurazioni in ordine alle “criticità” evidenziate, di non poter “utilizzare parte del suo patrimonio”, perchè posto a garanzia dei debiti contratti , né di poter “favorire una controllata” a discapito delle altre.
Il Consiglio di amministrazione di STT , nominato nel febbraio del 2012 dal Commissario straordinario Ciclosi, ha rassegnato le sue dimissioni nell'ottobre 2012, non volendo farsi carico di “scelte operative e gestionali non condivise e neppure concordate con l'Amministrazione comunale”.
Come le banche abbiano potuto non cogliere il migliore vantaggio che sarebbe derivato loro dal sostenere il concordato SPIP, non riesce proprio a spiegarselo l'Assessore al bilancio.
Neppure il nuovo presidente del CdA di STT, che si dichiara stupitoche le banche abbiano rifiutato  col concordato un possibile realizzo dai terreni di circa 100 mln di euro. 
Al Presidente di STT è caduta la foglia di fico che lo ricopriva: allo stato attuale quei terreni, stanti le attuali norme urbanistiche,  valgono ben poca cosa, avendo una semplice destinazione agricola.
Il valore di questi terreni invece  lieviterebbe considerevolmente qualora l'Amministrazione comunale  volesse procedere all'approvazione della Variante P.O.C., al momento solo adottata.
 
Come fa il presidente di STT a sapere che il Consiglio comunale approverà la Variante POC e dunque che il possibile valore dei terreni SPIP potrebbe raggiungere i 100 mln?
Il Consiglio comunale non è un organo sovrano?
 
 
Cristina Quintavalla (Commissione audit sul debito pubblico)