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Milano: condannato a vent'anni di carcere lo stupratore seriale che colpiva in bicicletta

11 aprile 2013, 17:04

Milano: condannato a vent'anni di carcere lo stupratore seriale che colpiva in bicicletta

Il gup di Milano Antonella Bertoja ha condannato oggi con rito abbreviato a vent'anni di carcere l'egiziano Sameh El Melegy, accusato di violenza sessuale nei confronti di 19 donne; nella maggior parte dei casi l'aggressore ha agito in bicicletta. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Gianluca Prisco, titolare dell’inchiesta.
Prisco, nel formulare la richiesta di condanna nei confronti dello stupratore seriale in bici aveva chiesto 122 anni di carcere. Una richiesta di pena esemplare ma teorica in quanto il codice, in questi casi, fissa un termine massimo di 30 anni. Pena base, dunque, di 30 anni, ma ridotta a 20 dal giudice in conseguenza della scelta del rito abbreviato.

Il giudice inoltre ha condannato l'egiziano a una multa per alcune rapine e furti commessi nei confronti delle sue giovani vittime, nove delle quali si sono costituite parti civili così come il Comune di Milano. A otto ragazze sono state liquidate provvisionali che vanno dagli 8 ai 20 mila euro, a una invece un risarcimento di 12 mila euro e a Palazzo Marino 10 mila euro per il danno di immagine.

Secondo la ricostruzione lo stupratore ha agito, eccetto un caso avvenuto nel 2009, nel 2012, in gran parte di notte ma qualche volta anche la mattina presto e durante il giorno. Nella  maggior parte dei casi l’uomo, ora in carcere e reo confesso, si aggirava con la bici, con un parafango posteriore simile a un alettone, da mezzanotte alle 4, inquadrava le vittime e le seguiva fino a quando queste si trovavano in una situazione vantaggiosa per lui, in genere una strada buia e vuota. Lasciava la bici poco distante e a quel punto le aggrediva alle spalle apostrofandole con frasi volgari, cingeva il collo e le costringeva a compiere atti sessuali. A volte usava un coltello per minacciarle. Poi scappava con i cellulari e gli effetti personali.

Le violenze sessuali accertate sono di varia natura: in alcuni casi le vittime sono state palpeggiate, in altri casi le donne sono state costrette a rapporti completi. Oltre ad aver "colpito" in strade deserte, l’egiziano ha aggredito le sue vittime mentre stavano facendo jogging o in parcheggi di stazioni della metropolitana.