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Parma

A scuola con la carta igienica: è polemica

13 aprile 2013, 00:36

A scuola con la carta igienica: è polemica

Enrico Gotti

I bambini arrivano in classe portando, ognuno, un rotolo di carta igienica e un flacone di sapone liquido. Lo ha chiesto il preside della Corazza e della scuola Padre Lino di Vicofertile, nella lettera rivolta alle famiglie. La motivazione è la mancanza di fondi: con quelli a disposizione si poteva finanziare il corso di primo soccorso o comprare il materiale per il bagno. Non entrambe le cose. Così è arrivata la richiesta ai genitori, in tutto settecento. «Alcuni hanno risposto generosamente, portando più materiale» - si limita a dire il preside, senza voler tornare sull’argomento, facendo intendere che i genitori sono consapevoli della situazione economica che si trovano ad affrontare le scuole. Non sono arrivate, ancora, sul tavolo del dirigente scolastico, lamentele da parte delle famiglie. Quelle dei docenti sì: un paio di lettere, in cui gli insegnanti protestano perché il consiglio di istituto non è stato coinvolto nell’invito a mamme e papà a «fornire ai propri bambini - come si legge nella lettera, in un linguaggio un po’ burocratico - 1 (uno) rotolo di carta igienica e 1 (una) confezione di sapone dispenser». «I docenti, - continuava la lettera - in accordo anche con i rappresentanti di classe, decideranno come gestire tale materiale, avvisando le famiglie quando stia terminando». La comunicazione della direzione didattica di via Fratelli Bandiera (scuole elementari Corazza e Padre Lino Maupas e scuola dell’infanzia di Vigolante) è stata spedita il 26 marzo, firmata dal preside, Giovanni Brunazzi, dal responsabile dei servizi amministrativi e dal presidente del consiglio di circolo. Alcuni insegnanti non ne condividono il principio, lamentano di non essere stati avvisati e chiedono una convocazione urgente del consiglio di istituto. «La riunione si farà presto, e ci sarà anche un incontro con le famiglie» - dice Giovanni Tabloni, presidente del consiglio di circolo. «Il problema più grosso - spiega il rappresentante dei genitori della scuola - non è la mancanza di carta igienica, ma i fondi statali che non sono ancora arrivati. Non sappiamo ancora quale sarà il fondo di istituto per l’anno in corso». «La richiesta di carta igienica e sapone non è un obbligo, ma un invito, una preghiera - dice Tabloni - Chiedere alle famiglie un contributo non è una cosa che si fa volentieri, specialmente in questo momento. È una scelta impopolare, purtroppo la mancanza di fondi ci vede costretti a fare queste scelte».