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Spettacoli

Compie 80 anni Montserrat Caballé, una voce "Superba"

12 aprile 2013, 21:20

ROMA - «Quando un cantante sente e prova veramente ciò che la musica sia, le parole vengono e suonano automaticamente vere», ha affermato più di una volta Montserrat Caballè, considerata una delle maggiori cantanti liriche del nostro tempo e soprannominata dai fans «La superba», che oggi compie 80 anni. È la data per la quale aveva annunciato due anni fa il suo ritiro definitivo dalle scene, che un lieve ictus l’ha costretta ad anticipare sei mesi fa, a riprova di quello che viene definito un istinto musicale infallibile, che le ha permesso, per esempio, di cantare ancora nel 2009 alla cerimonia d’apertura del torneo di tennis Davidoff a Basilea, la città che vide i suoi esordi.
 Nata a Barcellona il 12 aprile 1933, vi studia per 12 anni al Conservatorio di Musica del Liceu e nel 1956 viene chiamata nella compagnia dell’Opera di Basilea, dove ha il suo debutto ufficiale nel 1957 come Mimì nella «Boheme». Nel 1964 sposa il tenore Bernabè Marti con cui ha avuto due figli, nel 1966 Bernabè Jr. e nel 1971 Montserrat.
E' nel 1965  che le capita di sostituire Marilyn Horne indisposta nella prima ripresa moderna della «Lucrezia Borgia» di Donizetti in forma di concerto alla Carnegie Hall di New York, dove desta grande sensazione con la sua interpretazione, così che viene subito chiamata quello stesso anno al Festival di Glyndebourne e al Metropolitan per essere Margherita nel «Faust» di Gounod diretta da Georges Pretre. Da allora la sua carriera è tutta costellata di successi in tutto il mondo e di una popolarità crescente: debutterà alla Scala nel 1970 proprio con quella «Lucrezia Borgia», dopo aver conquistato tutti al Maggio fiorentino nel 67 col «Pirata» di Bellini.
Da ricordare la sua duttilità che l’ha portata, per esempio, a essere grande interprete di canzoni popolari spagnole, senza contare che nel 1988 ha registrato con Freddie Mercury, in un connubio di virtuosismo vocale, un disco che conteneva tra l’altro «Barcelona», canzone usata poi dalla città per l’apertura delle Olimpiadi del 1992.
Grazie alla bellezza della sua voce è considerata da molti l'ultimo soprano assoluto, per la purezza, il controllo dell’emissione (sono celebri i suoi filati, le sue progressioni di “pianissimi” che paiono un soffio) e la duttilità. Ancora nei recital degli ultimi anni è riuscita a dimostrare la continuità stilitica ed espressiva di una vocalità capace di temperare al meglio ogni asprezza drammatica e ogni accensione emotiva con una straordinaria bellezza del timbro, eleganza e scioltezza del fraseggio per i momenti tragici come per quelli di assoluta, celestiale dolcezza.
La voce delle sue interpretazioni riecheggerà oggi nel ricordo di quanti non smettono di amarla.