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Spettacoli

Zingaretti: "Montalbano sono. Un po' più birichino in amore"

12 aprile 2013, 21:20

Zingaretti:

Nicoletta Tamberlich

ROMA - Chi di noi avrebbe il coraggio di sabotare la sua carriera pur di rimanere nella sua casa in riva al mare a Vigata, avere la fedele governante che gli cucina, continuare a lavorare con la sua squadra in un commissariato sfigato in cui manca persino la benzina per le macchine di servizio? Montalbano lo fa e se ne frega di tutto perchè è felice. Questa è la chiave del suo successo, perchè in fondo tutti gli uomini vorrebbero avere il coraggio di Salvo e per tutte le donne rappresenta l’uomo che vorrebbero avere accanto». Luca Zingaretti, che interpreta il commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri dal 1998, torna a vestire i panni di Montalbano in quattro nuovi film prodotti dalla Palomar per la regia di Alberto Sironi in onda ogni lunedì su RaiUno dal 15 aprile in prima serata: Il sorriso di Angelica, Il gioco degli specchi, Una voce di notte, Una lama di luce.
«Montalbano – spiega l’attore nel corso della presentazione a viale Mazzini dove è sceso a portare il suo saluto anche il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi – è un uomo se vogliamo unico nel suo genere: uno che se ne infischia del 90% delle cose con cui ci complichiamo la nostra esistenza. Tutti noi uomini vorremmo avere la sfrontatezza di essere lui».
Nei nuovi episodi avrà a che fare con crimini commessi nella sua Vigata, omicidi, esplosioni, corruzione e colpi di scena del cuore: «Tutti – rileva il protagonista – si stupiscono dei politici corrotti come se vivessimo in Svezia. La corruzione nel nostro Paese è, ormai, ad un livello tale che è impossibile non parlarne».
L'integerrimo commissario di Vigata non è esente nei nuovi episodi dalle debolezze, non solo per il cibo: nel Sorriso di Angelica prenderà una sbandata per un’altra donna (la statuaria e splendida Margareth Madè) e tradirà la sua storica fidanzata Livia (Lina Perned): «Da qualche libro Montalbano è diventato un po' più birichino rispetto alle presenze femminili e questo ha provocato la reazione di alcune telespettatrici che lo vorrebbero sempre fedele a Livia. È una licenza che si è preso lo scrittore Andrea Camilleri negli ultimi libri. Va detto che il personaggio letterario ha una quindicina di anni più di me e Camilleri forse gli ha fatto tradire Livia per la classica crisi degli uomini di mezza età. Una sorta di affermazione del maschio Alfa».
Con i nuovi quattro episodi la collana di Montalbano arriva a 26 titoli per la tv.
Il commissario ha, come sempre, al fianco la sua squadra a partire dal vice commissario e amico Mimì Augello, Cesare Bocci che assicura: «Continuerà a utilizzare le sue doti di femminaro. Non c'è speranza di vederlo più serio, è una malattia. Lo stesso Salvo gli chiederà di sfoderare le sue arti di seduzione». Bocci sarà da lunedì sul set di Una grande famiglia, la fiction con Stefania Sandrelli, Gianni Cavina e Alessandro Gassmann. In Montalbano tornano anche Fazio (Peppino Mazzotta), Catarella (Angelo Russo), Galluzzo (Davide Lo Verde), il dottor Pasquano (Marcello Perracchio) e il giornalista Nicolò Zito (Roberto Nobile).
Il produttore Carlo Degli Esposti sottolinea come Montalbano sia il «prodotto che rende di più grazie anche alle repliche. Che, sommate alle prime visioni, hanno trasformato finora i 26 episodi in 103 prime serate Rai». Il direttore di RaiUno Giancarlo Leone ha evidenziato che stavolta la particolarità sarà la messa in onda, prima dell’episodio, di un filmato, della durata di due minuti, in cui Andrea Camilleri spiegherà come è nata la storia scritta in quel romanzo, «un po' come faceva Ungaretti quando ai tempi commentava l’Odissea».
Camilleri, assente alla conferenza per un problema ai denti, in un video rivela i motivi che lo hanno portato a scrivere Il sorriso di Angelica: «La Angelica dell’Orlando Furioso è stato il mio primo amore dall’infanzia. Avevo 10 anni quando ho letto un’edizione del libro con i disegni di Gustavo Dorè dove Angelica sorrideva a un pastore. Quel sorriso me lo sono portato dentro per tutta la vita».

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