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Parma

Alla scoperta dei tesori del cimitero della Villetta

13 aprile 2013, 15:35

Laura Ugolotti
Non sono solo i vivi a fare la storia di una città. Tutti coloro che nel corso dei secoli hanno in qualche modo attraversato Parma, con grandi opere o vite ordinarie, hanno lasciato un segno del loro passaggio. E anche il modo in cui vengono ricordati rappresenta un capitolo significativo della nostra storia.
Ecco perché  il Cimitero monumentale della Villetta di Parma non è solo un luogo in cui ricordare chi non c’è più: è un archivio straordinario di storie, aneddoti, arte e cultura.
Un museo a cielo aperto, che tanto sa raccontare della nostra città.
Per questo,  la Gazzetta l’ha scelta come terzo appuntamento delle visite guidate riservate agli abbonati: una serie di percorsi, dedicati ai lettori più assidui del giornale, per conoscere più da vicino alcuni degli angoli più belli di Parma, quelli che ne narrano la storia, il valore, il patrimonio artistico e l’identità.
Dopo le visite  al Teatro Farnese e alla Galleria Nazionale, di cui gli abbonati si sono detti entusiasti, è il momento di lasciare il Palazzo della Pilotta e spostarsi verso la periferia, appena fuori da Barriera Bixio.
Sabato 27 aprile,  per tutta la giornata, gli abbonati che ne avranno fatta richiesta avranno la possibilità di visitare la Villetta, accompagnati dai professionisti dell’Associazione Guide Turistiche di Parma e Provincia, seguendo un percorso pensato appositamente per loro.
La Villetta  sorge su quella che fu, al tempo, una proprietà del Governo ducale destinata all’uso ricreativo per i convittori del Collegio Lalatta e del Collegio dei Nobili; fu chiamata «Villetta» per distinguerla dalla più ampia villa di campagna, utilizzata per le vacanze estive.
Fu la Duchessa di Parma,  Maria Luigia, a decidere di istituirvi il cimitero della città nel 1817. Ancora oggi, la Villetta conserva numerose e importanti testimonianze, storiche, umane e artistiche.
Accoglie  le tombe di gente comune, ma tra le sue mura riposano anche nomi celebri, che hanno segnato la storia di Parma.
 Tra le tante,  basti segnalare la tomba di Nicolò Paganini, e quella di Rosazza, l’impresario edile costruttore del Ponte sul Taro e del Teatro Regio.
 Merita una visita anche il bellissimo tempio funerario di Cleofonte Campanini, che sorge all’incrocio dei viali, opera dell’architetto Gian Giuseppe Mancini.
E la Villetta  ospita anche le tombe di personaggi legati alla tradizione e all’identità parmigiane: quella di Padre Lino Maupas, quella del poeta Renzo Pezzani e quella di Marino Mazzacurati, lo scultore del Monumento al Partigiano che campeggia in piazzale della Pilotta.
Così come  la città dei vivi, insomma, anche la città dei defunti saprà regalare una ricca e straordinaria lezione di architettura e di storia della città. 
 

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