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Economia

Berselli: "Il 2012 di Banca Monte è stato l'anno della svolta

13 aprile 2013, 15:08

Berselli:

Aldo Tagliaferro

Il primo bilancio di Banca Monte Parma interamente targato Intesa Sanpaolo ha ancora il segno meno. Ma i 12 milioni di perdite del 2012 vanno contestualizzati: in primo luogo perché rispetto agli ultimi esercizi è stata invertita la rotta (le perdite sfioravano i 57 mln di euro nel 2011 e i 60 mln nel 2010), poi perché è stato un anno in cui il Monte ha dovuto digerire la migrazione nel sistema di Intesa Sanpaolo e una profonda riorganizzazione. Se aggiungiamo che il 2012 è stato l'annus horribilis del sistema bancario italiano, con perdite generalizzate per le peggiorate condizioni del credito (al punto che Bankitalia ha alzato la voce sul fronte delle coperture per sofferenze), allora il bicchiere si può vedere mezzo pieno. Anche perché molte voci caratteristiche sono positive: il risultato della gestione operativa di Banca Monte è di 21,3 milioni (+66%), i proventi operativi crescono del 3,2%, scendono del 18,7% i costi per il personale. Certo, il contesto economico difficile frena gli impieghi (-11% a 2,3 mld) e la raccolta diretta, ma cresce quella indiretta. Migliorano poi sia la solidità (Core Tier 1 all'8,86%) che il cost income (sceso dall'83 al 72,3%).
Ma più che i numeri, il direttore generale Carlo Berselli - che dalla seconda metà del 2011 guida Palazzo Sanvitale insieme al presidente Flavio Venturini - guarda il punto di partenza. E, come un mantra,  ripete che è bene ricordare a che punto era arrivato l'istituto.

Ecco, dov'era Banca Monte?
La banca veniva da una situazione patrimoniale e finanziaria compromessa. Il 2012 è l'anno della messa in sicurezza attraverso una ritrovata solidità, dopo l'aumento di capitale di 187 milioni, e della tranquillità sul fronte della liquidità, perché essere assicurati da Intesa Sanpaolo sulla tesoreria ci rende solidi e affidabili. Il 2012 è l'anno dell'integrazione, con la migrazione, digerita perfettamente,  nel sistema informatico di Intesa Sanpaolo); è l'anno del cambiamento del modello di servizio verso una logica moderna di segmentazione, come dimostra - ad esempio - la filiale imprese di Parma con i due distaccamenti di Reggio e Piacenza, dedicata alle aziende con fatturato oltre i 2,5 milioni; è l'anno dell'introduzione del nuovo catalogo prodotti; ancora: è l'anno della riqualificazione  del personale, oggi buona parte di chi era in direzione centrale è a disposizione della rete.........................Articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola