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Spettacoli

Film recensioni - L'ipnotista

13 aprile 2013, 22:22

Film recensioni - L'ipnotista

Giulia Ciccone

«Tu sei la mia carne ed il mio sangue». Quello stesso denso sangue che unisce i genitori ai figli, scorre anche dalle ferite di un coltello che affonda nei corpi di una famiglia. È il legante e lo squarcio. E la macchia sulle nevi della Svezia, in quel filone del thriller nordico che ha spopolato da Stieg Larsson in poi e che ha dato la cifra della letteratura e cinematografia Scandinava. Perfino Lasse Hallström, lo svedese storicamente trapiantato a Hollywood di «Chocolat» e «Buon compleanno Mr. Grape», torna in patria dopo 25 anni per dirigere uno Scandi-crime. «L’ipnotista», tratto dall’omonimo romanzo scritto da Lars Kepler (pseudonimo della coppia Alexander e Alexandra Ahndoril), è un giallo psicologico sulle disgregazioni degli affetti, che si inabissa nell’oscurità di un lago ghiacciato ed entra in contatto con il mondo dell’inconscio.Il medico e ipnotista Erik Maria Bark viene assoldato dall’ispettore Linna per comunicare con un ragazzo sopravvissuto alla brutale carneficina della sua famiglia. Sprofonderanno in un pericoloso incubo dove niente è ciò che sembra. Sanguinario e contorto, «L’ipnotista» ha il ritmo lento di uno scavo introspettivo e la suspense di un poliziesco. Lasse Hallström ha la capacità di trascinare lo spettatore in una caduta libera all’interno della psiche umana, scegliendo bravi attori e dipingendo personaggi dai complessi rapporti umani (dall’ipnotizzatore che non riesce più a dormire all’adolescente che non può staccarsi dalla madre). I vent’anni passati in America trapelano però dalla pellicola, che manca della gelida ed elegante sobrietà tipica dei film nordici.
Giudizio: 3/5

SCHEDA
L’IPNOTISTA
REGIA: LASSE HALLSTRÖM
SCENEGGIATURA: PAOLO VACIRCA
INTERPRETI: TOBIAS ZILLIACUS, MIKAEL  PERSBRANDT, LENA OLIN, HELENA AF SANDEBERG, JONATAN BÖKMAN
GENERE: THRILLER
Svezia 2013, colore, 2 h e 2’
DOVE: THE SPACE CINECITY CAMPUS