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Provincia-Emilia

La Grandi Rischi arriva a Capriglio. Domani la Gazzolo incontra il ministro. I sindaci: "Senza la Massese moriamo"

13 aprile 2013, 20:50

La Grandi Rischi arriva a Capriglio. Domani la Gazzolo incontra il ministro. I sindaci:

Chiara Cacciani

Il tempo: è tutta una questione di tempo. Quello meteorologico ha dato la mazzata a montagna e collina. C'è poi il tempo dell'emergenza, che non è ancora finito. E quello che stringe: "La Massese è la vita dell'Appennino, se non si troveranno soluzioni per salvarla saremo definitivamente in ginocchio", lanciano il loro appello i sindaci di Tizzano e Palanzano. E ancora, il tempo degli appuntamenti cruciali: lunedì salirà a Capriglio la Commissione Grandi Rischi. "D'accordo con il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arriveranno i geologi dell'Università di Firenze – fa sapere durante la riunione in Comunità Montana Est l'assessore regionale Paola Gazzolo -: lo scenario evolutivo di queste frane deve essere visto anche a livello nazionale". E martedì è fissato il suo incontro "richiesto d'urgenza" col ministro dell'Ambiente Corrado Clini: "Già questo Governo, se vuole, può dichiarare lo stato d'emergenza e sbloccare i fondi per i pirmi interventi".
E se all'inizio si domandavano a Roma 63 milioni, la conta dei danni è salita di ora in ora "e ormai tocchiamo i 120 milioni", continua la delegata alla Protezione civile. E' lei a dare i parametri per misurare la situazione in Emilia, e nel parmense in particolare: su 1548 criticità segnalate (e verificate) in Emilia, 557 sono nella nostra provincia. "Molte di queste sono segnalazioni di dissesti importanti. Qui siamo in emergenza, un'emergenza vera. E la cosa più preoccupante rispetto a quello che è successo è che si tratta di fenomeni in continua evoluzione". E' reduce dal sopralluogo nelle zone più colpite, la Gazzolo, e le ferite della terra le ha viste coi suoi occhi. E se non bastasse, a raccontarle meglio la montagna di disagi sono sindaci e assessori raccolti attorno a quello che diventa anche il tavolo della solidarietà: il vicepresidente della Comunità montana est annuncia l'istituzione del Centro operativo intercomunale: "Ci sono tecnici con diverse competenze a disposizione nel momento delle emergenze: è quello che possiamo fare nel nostro piccolo". Anche il sindaco di Felino Barbara Lori offre il sapere dell'Ufficio tecnico comunale: "Per colpa del terremoto si sono fatti un'esperienza importante, che può tornare utile".
 Il sindaco di Tizzano Amilcare Bodria snocciola i disagi delle famiglie che ancora abitano in montagna ("I tempi di percorrenza sono quelli che fanno la differenza tra restare o andarsene"), degli studenti, dei prosciuttifici che attendono gli approvigionamenti: è per questo che chiede di valutare la realizzazione di una bretella provvisoria tra Boschetto e Bosco che serva anche Monchio e Palanzano. E' per questo che chiede alla politica di adeguarsi ai tempi delle frane: 24-48 ore per dare risposte concrete. Il sindaco di Palanzano Maggiali si associa: "Ora bisogna dare delle priorità, e non cercare delle soluzioni ottimali, ma delle soluzioni e basta, che ci permettano di non morire". Gli altri sindaci ripercorrono il bollettino di guerra delle strade chiuse, delle frazioni isolate, dei disagi quotidiani a cui far  fronte. Sono in tanti a citare il "maledetto" Patto di stabilità" che blocca anche le poche risorse in cassa. E c'è anche  - Bovis, Lucchi – che sottolinea "il grave errore di abolire le Province: oggi chi ci avrebbe aiutato". Aggiungendo anche nella lista dei cattivi quella Spending review che mette a rischio i distaccamenti dei vigili del fuoco, "preziosissimi in questa emergenza e vicini al territorio". Dai parlamentari parmigiani Giorgio Pagliari e Patrizia Maestri arriva l'impegno a continuare a battere la strada romana per l'arrivo rapido dei fondi. Tempestività, rapidità, si chiede al governo e si ripete alla Gazzolo, e anche – lo fa Bernazzoli – concretizzare il piano di prevenzione redatto nel 2000 e sempre lasciato su carta. "Spero che non  manchi molto alla dichiarazione dello stato d'emergenza – spiega Gazzolo – ma serve anche un provvedimento ad hoc per dare risposta anche ai privati, che al momento non vengono ricompresi dalla legge 100. Il tempo fa la differenza. E noi non abbiamo tempo. Senza le risorse del governo non risuciremo a mantenere la fiducia della nostra comunità, che sta reagendo con orgoglio ma che è in grossa difficoltà".

IL "BOLLETTINO DI GUERRA" REGIONALE

L’assessore regionale ha insistito sul fatto che quella accaduta nelle ultime settimane in Emilia è una emergenza di grande significato: 82 le persone evacuate, 28 le abitazioni distrutte o fortemente danneggiate,11 attività produttive a rischio, 3 ponti crollati, 28 strade chiuse. E proprio ieri a Boschetto altre tre case sono state evacuate in via precauzionale.