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Strajè-Stranieri

Modifica il casco per il turbante: multato indiano Sikh a Treviso

13 aprile 2013, 20:24

TREVISO – Aveva modificato il casco da moto per fargli contenere la sua lunga capigliatura, ma la spiegazione non ha convinto la polizia municipale di Treviso.
A incappare nei controlli degli agenti cittadini è stato un ciclomotorista di nazionalità indiana e di religione sikh, circostanza, quest’ultima, che, così come ha cercato di spiegare ai poliziotti comunali, gli impedirebbe di liberarsi dal turbante. Per farci entrare il capo, dunque, lo straniero si è ingegnato e ha ricavato lo spazio necessario sotto il guscio del casco togliendo l’imbottitura di serie, senza considerare che, però, in questo modo, lo strumento protettivo avrebbe perso l’omologazione e quindi la conformità di legge alle misure di sicurezza.
Parametro, quest’ultimo, che è ovviamente l’unico sul quale si è fondata la decisione degli agenti i quali non hanno potuto far altro che procedere secondo quanto prevede il codice della strada. Fermo amministrativo del mezzo per due mesi, cioè, multa di 80 euro e confisca del casco ormai inutilmente personalizzato.

Loro modificano il casco, magari svuotandolo, e i vigili urbani li multano. È una "battaglia" curiosa, quanto senza fine, quella che vede contrapposti i sikh e i vigili urbani in Veneto. Per gli indiani il casco tradizionale è qualcosa di importabile che mina le loro tradizioni, ma la legge è legge e fioccano le multe.
L'ultimo caso, ma ne sono stati registrati alcuni nel vicentino dove la comunità sikh è numerosa, è accaduto a Treviso dove un indiano ha modificato il casco per fargli contenere la sua lunga capigliatura e turbante, ma le sue spiegazioni di natura etnica non hanno convinto la polizia municipale che lo ha multato di 80 euro, gli ha confiscato il casco e messo in fermo amministrativo per due mesi il mezzo.
Lo straniero per far entrare il capo nel casco senza toccare la propria capigliatura e turbante aveva ricavato lo spazio necessario togliendo l’imbottitura di serie del guscio del casco rendendolo, però, perfettamente inutile ai fini della sicurezza. Una volta verificato che il guscio era stato svuotato dall’imbottitura protettiva, l’interessato si è giustificato spiegando che in nessun caso la confessione religiosa alla quale aderisce permette che in un luogo pubblico il fedele possa togliersi il turbante, dunque neanche percorrendo le strade.
«E' la prima volta che ci capita un fatto simile – ha spiegato il vice comandante del corpo di polizia locale di Treviso, Roberto Mazzon – e non sappiamo come si comportino gli altri utenti della strada della stessa religione e che vivono in Italia». «Consultando tuttavia i motori di ricerca di Internet - ha aggiunto, non conoscendo i "casi" vicentini – abbiamo capito che la questione posta oggi dall’indiano di Treviso non è poi così rara e che non mancano, in Italia, casi di conflitto fra le norme imposte dal codice della strada e gli utenti che indossano un turbante».
«Anzi, abbiamo notizie che in alcune città – ha concluso - i sikh non si preoccupano nemmeno di coprire il loro vistoso copricapo con qualcosa che somigli ad un casco mentre si spostano con il ciclomotore».