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Parma

Polisportiva Gioco: 30 anni in campo con i disabili

14 aprile 2013, 00:41

Polisportiva Gioco: 30 anni in campo con i disabili

Andrea Del Bue
«Tu che sei già handicappato e meridionale, dovevi diventare pure juventino?».
Un giorno qualsiasi della settimana, in palestra, due giocatori a centrocampo. Ad ascoltare queste parole, Marco Tagliavini: allora, qualche anno fa, per la prima volta a contatto col mondo disabile, oggi entusiasta presidente della Gioco Polisportiva.
 Durante una conferenza stampa, nella sede provinciale del Coni, riporta l’aneddoto che l’ha fatto innamorare di quell’ambiente. «Bene, mi sono detto - racconta il massimo dirigente -. Se questo è il loro modo di affrontare la vita, io da qui non me ne vado più». E’ lo spirito che regge una storia trentennale di attività sportiva per disabili che, a livello agonistico, si occupa di nuoto, hockey, basket, tiro a segno e handbike, senza dimenticare la pratica di innumerevoli altre discipline, dal paracadutismo al tennis, passando per vela, pallavolo e rugby.
Ora, forte dell’esperienza acquisita, la Gioco Polisportiva decide di aprirsi alla città: «Per tanto tempo abbiamo lavorato molto e bene - osserva Tagliavini -, ma sotto traccia. Oggi vogliamo invitare la città a creare collaborazioni con noi, perché le cose da fare sono innumerevoli e il bello, sono sicuro, deve ancora venire».
L’appello è rivolto a tutti: enti di promozione sportiva, privati, associazioni, scuole, società sportive, federazioni, Cip, istituzioni. Queste ultime, con Comune e Provincia in testa, rappresentate ieri dagli assessori allo Sport; quello comunale, Giovanni Marani, e quello provinciale, Walter Antonini. «Un aspetto che riguarda tutti noi è che ci accorgiamo dei problemi quando ci riguardano direttamente - sottolinea Marani -; il salto di qualità consiste nell’occuparsi del problema quando non ci tocca personalmente».
C’è poi un sogno da condividere: «E’ fuori tempo l’idea che di una disciplina esista la versione per disabili - precisa l’assessore comunale -: si tratta semplicemente di un altro sport, della precisa espressione di chi lo pratica. Per questo sogno un’unica Olimpiade». Desiderio condiviso da Antonini, che tesse le lodi della Gioco Polisportiva: «Siete una grande opportunità per la città - dice -. Qui, in questa sala, ci sono rappresentanti di innumerevoli realtà che costituiscono la rete che voi siete riusciti a creare. Con la vostra storia e la vostra esperienza, avete un ruolo di traino per l’intero territorio».
 L’intenzione della dirigenza della Gioco è ampliare le collaborazioni, sulla base di quelle già esistenti: «Con Anmic, per esempio - interviene Tagliavini - abbiamo strutturato un rapporto importante e affidabile». Per farsi conoscere dalla città, la Gioco Polisportiva ha scelto Alberto Michelotti, ex arbitro internazionale, da sempre vicino al mondo della disabilità. Sin da tempi che sembrano preistoria, quando ancora si parlava di «stampellati, sciancati e gambe nuove» che «facevo giocare al Don Gnocchi - racconta un dei simboli della parmigianità, oggi socio onorario della società -, contro i campioni di Juventus, Torino, Sampdoria, Parma. Bisogna dare una mano a questi ragazzi e fare branco, perché ci sono progetti importanti da realizzare».