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Parma

"Ztl non segnalata, citiamo il Comune"

14 aprile 2013, 18:44

Che cosa fa di un varco elettronico una trappola? L'orario e il pannello luminoso che l'annuncia. Se l'orario dell'accensione del varco, con conseguente funzionamento del flash da verbale, sa di «esperimento» e il pannello non ne parla, ecco che nascono i problemi. Prima per gli automobilisti, pizzicati a centinaia oltre il limite invalicabile a loro insaputa. E ora per il Comune: il Movimento nuovi consumatori ha deciso di citarlo  per truffa contrattuale per l'affaire dei varchi accesi senza la dovuta informazione, dal 4 al 31 marzo del 2012, dalle 23 alle 3, durante la reggenza del commissario Mario Ciclosi. «Ora non andremo dal giudice di pace - annuncia Filippo Greci, presidente del Mnc - ma in tribunale, dal giudice civile».
Quindi, per il movimento, non si tratta più di una semplice (anche se macroscopica, e non solo in termini di numeri) questione di multe illegittime. «E' quanto si evince anche dalle sentenze dei giudici di pace che hanno accolto i ricorsi dei nostri associati - prosegue Greci -. Le motivazioni parlano di “inusitata estensione dell'inibizione  alla circolazione in Ztl nelle ore notturne apposta quasi a modo di trabocchetto”». Questo perché il Comune non ha mostrato la prova «dell'esistenza di avvenuta preventiva e debita informazione all'utente della strada». In un'altra motivazione, a questo proposito si legge che «i fotogrammi allegati dal Comune non sono riferibili ad alcuna data».
Una questione che riguarda  parecchi parmigiani e automobilisti  provenienti da ogni parte d'Italia. «Sono quasi 200 i cittadini che si sono rivolti a noi. Dopo le prime sentenze dei giudici di pace, abbiamo inviato un atto di diffida al Comune affinché restituisse il maltolto. Quindi, abbiamo notificato le sentenze, dando così un mese perché facesse ricorso: cammino che il Comune s'è guardato bene dall'imboccare» dice il presidente dei Nuovi consumatori.
Nell'esercito degli automobilisti ricorrenti c'è un 26enne  la cui targa venne centrata da 14 flash, per un conto totale di 1.400 euro: a lui dovrebbe andare il poco invidiabile primato di più multato. Il giovane sborsò la cifra, enorme per le sue tasche (commesso part-time, guadagna 700 euro al mese), accantonata a suon di sacrifici per le vacanze estive. Pagò subito, senza fare ricorso, per evitare che  l'importo raddoppiasse con lo scorrere dei giorni.
  «Stavamo per partire con la causa per chiedere il risarcimento da multa illegittima, con i danni patrimoniali e morali - ricorda Greci -,  ma ci siamo bloccati perché nel frattempo una sentenza della Cassazione ha stabilito che chi paga una sanzione, non ha più diritto a risarcimenti,  anche se si dovesse verificare che è illegittima». In sostanza, è come se, pagando, il cittadino ammettesse la colpa.
 Ma ora la prospettiva potrebbe cambiare radicalmente. Come le cifre in ballo. «Facendo causa per truffa contrattuale, chiederemo 25 mila euro per il nostro associato. Ai quali aggiungere, naturalmente, i 1.400 euro dei verbali». Per gli altri ricorrenti, tra i quali c'è un'agenzia di onoranze funebri colpita da 8 sanzioni e una ditta di trasporti con 9 verbali a carico, il Mnc aspetterà la pronuncia della prima sentenza, per poi calibrare le richieste sulla base del numero delle multe. E magari anche delle loro conseguenze. Come per l'automobilista reggiano, centrato all'1,30 di una notte di marzo dal flash di un occhio elettronico che credeva spento. In casa aveva detto che sarebbe stato da tutt'altra parte, per lavoro. L'arrivo della multa lo ha portato a un altro  varco: la moglie ha intentato una causa di separazione.