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Provincia-Emilia

Anche in teatro il mitico "Zorro" lascia il segno

15 aprile 2013, 01:59

Anche in teatro il mitico

Paolo Panni

Dopo aver mandato in visibilio il pubblico nei palasport di tutto il mondo, Andrea Zorzi, pluridecorato campione di pallavolo, si sta dimostrando non solo un ottimo giornalista sportivo ma anche un eccellente attore teatrale. Venerdì sera, al teatro Verdi, ha riscosso un grandissimo successo la rappresentazione «La leggenda del pallavolista volante», proposta nel progetto «Sportivamente - La cultura fatta con i muscoli» (promosso dall’Asd Full Monty Fc), dalla compagnia «Teatri d’Imbarco», che lo ha visto protagonista, sul palco, insieme all’attrice Beatrice Visibelli. Uno spettacolo di teatro, musica e sport, più volte salutato dagli scroscianti applausi del pubblico. E’ andata in scena la vita di un personaggio che, da bambino nato in un mondo contadino come il nostro, faceva il capo dei chierichetti in parrocchia e sognava di fare il camionista, e che alla fine è diventato quel grande campione che è stato, scrivendo pagine e pagine di storia sportiva, senza mai macchiarsi di vicende legate a doping o scommesse. In modo semplice, e coinvolgente, si è potuto riscoprire la filosofia dello sport, con i suoi valori, al di là degli imperativi tecnici, economici e mediatici, con l’idea che nella vita, come nella pallavolo, senza una squadra, e senza lo spirito di gruppo, non si possa arrivare da nessuna parte. Il palco si è trasformato in un campo da pallavolo per rivivere azioni mozzafiato scolpite nella memoria di tutti, vittorie leggendarie ma anche sconfitte brucianti (su tutte quella con l’Olanda ad Atlanta 1996). Fra i tanti presenti, oltre al vicesindaco Luca Concari, anche grandi campioni come Andrea Giani, Claudio Galli e Carlo Alberto Cova. «E’ stata una sensazione strana - ha detto Galli - vedere un amico, che ero abituato a frequentare sul campo da gioco, recitare in teatro. E lo ha fatto anche bene, ma la cosa non mi sorprende perché lo Zorro, se fa una cosa, la fa bene essendo un uomo scrupoloso e serio». Anche Cova ha sottolineato come «Zorzi ci sa sempre sorprendere con qualcosa di nuovo e di atipico. E’ stato un bello spettacolo, ma questo non mi sorprende, sapendo bene che tutto quello che fa, lo realizza sempre in modo molto professionale. E sono certo che abbia curato ogni minimo particolare, come credo che non sia stato facile, per lui, lasciarsi andare a svelare aspetti molto personali della sua vita, essendo un timido». I complimenti gli sono arrivati anche dal regista Nicola Zavagli. I due si sono conosciuti all’Elba: Zavagli è rimasto colpito da tanti aspetti della sua vita e della sua carriera e da lì è nata l’idea dello spettacolo. «Riuscire a farlo recitare - ha confidato - è stata una grande soddisfazione. Abbiamo proprio voluto raccontare la vita, in bilico tra quella privata e i grandi traguardi della carriera, evidenziando emozioni, gioie e delusioni, dando un messaggio finale dedicato ai valori dello sport, aggiungendoci anche un po’ di ironia». Infine lui, Andrea Zorzi, ha ammesso: «All’inizio ero emozionato. Siamo in una terra, quella di Parma, che rappresenta un pezzo importante della mia vita, la prima grande avventura fuori dalle “mura di casa”. Sono felice, è bello recitare in questo teatro». Passare dal campo da gioco al palco non è cosa da poco. Zorzi ha sottolineato come, in entrambi i casi, occorra molta concentrazione . Ed ha rilevato come la differenza sostanziale sta nel fatto che «quando sei sul palco, il minimo pensiero che ti passa per la testa viene recepito dal pubblico».

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