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Il piatto forte

Chelsea Pub, birra e panini da trent'anni

14 aprile 2013, 13:38

Chelsea Pub, birra e panini da trent'anni

Sandro Piovani

In via Emilio Lepido come a Londra: il pub all'inglese è servito. Del resto già il nome, Chelsea Pub, tradisce senza dubbio alcuno quella virata anglosassone che il locale ha preso sin dalla sua apertura, trent'anni fa. Da allora di tempo ne è passato, di panini (o sandwich) ne sono stati mangiati e la birra è stata consumati a litri, litri e litri. Il «Chelsea» è un cocktail perfetto e immutabile di birra, panini e chiacchiere. Tavoloni in legno, pareti tappezzate di maglie e gagliardetti calcistici e il profumo inconfondibile di piastra sempre accesa, salse, birre che scendono dalla spina o da scegliere nelle bottiglie. «I nostri clienti possono scegliere tra 150 panini e ottocento birre, a rotazione, all'anno»: spiega Marco Fontana che, insieme ai fratelli Silvano e Gianluca, gestisce il Chelsea Pub.
Si apre sul far della sera e si chiude a notte fonda. Tranne il martedì. «Abbiamo aperto nel marzo del 1983. Panini e birra. Per portare qualcosa di nuovo dal solito pancarre o tramezzino. Qua sono nati panini caldi un po' diversi dal solito». Partendo dal Chelsea. «E' il panino che ha il nome del locale: prosciutto crudo e salsa di gamberetti. Poi, anche su indicazione dei nostri clienti, ne facciamo qualche variante». Dalle origini al presente. Col solito ritmo slow, senza fretta e magari parlando di calcio con l'enciclopedia vivente Silvano («sai come si chiama l'unico arbitro che ha segnato un gol?» l'accoglienza tanto per rompere il ghiaccio). «Allucinante» e «Ronaldo», nomi di panini che rimbombano spesso nel locale dei fratelli Fontana. «L'Allucinante? Prosciutto cotto, insalata, pomodoro, maionese, ketchup, mozzarella, tabasco e salsa worchester. Il Ronaldo? Crudo, insalata, maionese, pomodoro, gorgonzola e mozzarella in pane malfatto, un pane particolare». Marco giura che c'è qualche cliente che ha fatto tutto il giro dei panini. E senza presunzione si vanta delle birre. «Ne abbiamo veramente tante, scegliendo le novità. Una varietà così la si trova in pochi altri locali in Italia. Nelle grandi città, a Roma e a Milano. Anche perché avendo il beer-shop (in via Repubblica ndr) possiamo veramente far ruotare molti prodotti. Per il momento non teniamo produzioni italiane». Insomma nulla o quasi è cambiato in trent'anni. «Sono i nostri clienti a chiederci di non cambiare. Questo, forse lo possiamo dire, è il locale dei parmigiani. Un locale dove convivono molte generazioni. Si può dire che si alternano padri e figli».      
 

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