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Parma

La violetta di Parma rivive in un volume

14 aprile 2013, 22:11

La violetta di Parma rivive in un volume

Mariagrazia Manghi
Con la primavera è spuntata una nuova edizione integrata di dati, documenti e immagini, del volume dedicato a «Maria Luigia e la violetta di Parma» edito dal Museo Glauco Lombardi.
«Viola odorata dai fiori color malva, doppi e molto profumati, questa è la Violetta di Parma, frutto forse di un ibrido tra un esemplare turco e uno persiano, sicuramente non cresce selvatica in natura e non è originaria della pianura padana - ha introdotto la giornalista Stefania Provinciali - ma grazie al legame con la Duchessa rappresenta ancora oggi un simbolo di Parma».
Questa versione arricchita, che rientra nella collana «Quaderni del Museo», dà conto dei frutti della ricerca d’archivio condotta tra carteggi, lettere e diari, che sono patrimonio del Museo. «Molte nuove fonti iconografiche e documentarie hanno permesso di specificare meglio come la violetta sia stata introdotta nella prima parte dell’Ottocento - ha detto la direttrice, Francesca Sandrini, durante la presentazione nel Salone delle Feste - e quale sia stata l’evoluzione della sua fortuna con i Sanvitale discendenti di Maria Luigia, fino ai giorni nostri».
Il volume propone saggi di Mariachiara Bianchi, Anna Mavilla, Carlo Pioli, Maria Augusta Favalli, Fabrizia Fossati e Francesca Sandrini. Il percorso narrativo si snoda dal romanticismo del primo Ottocento, in cui i fiori sono gli assoluti protagonisti della letteratura e dell’arte e la viola è sinonimo di riflessività, candore e modestia, attraversa il periodo napoleonico, quando diventa simbolo della casata dei Bonaparte, fino a quando ritorna semplicemente «fiore» amatissimo da Maria Luigia che lo usava per ornare le residenze imperiali e lo coltivava lei stessa.
In epoca ducale, la viola appare negli accessori d’abbigliamento, negli acquerelli, nella carta da lettere, nei ricami, essiccata nelle pagine dei diari, ornamento di oggetti personali di Maria Luigia quali un taccuino, il ditale, il cannocchiale da teatro, esposti al Museo Lombardi. Il libro mostra per la prima volta una serie di vignette satiriche dedicate a Napoleone dello «La Violette», pagine di riviste di moda dell’epoca, pitture e anche fatture che testimoniano gli acquisti mensili di speciali bouquet da parte della Duchessa.
È del 1834 il primo documento che attesta l’ordine di un’essenza di viola, un’anticipazione del profumo che verrà creato più avanti nel tempo. Grazie al lavoro di Mariachiara Bianchi sull’Archivio Sanvitale, si apre una panorama su squarci di vita della famiglia legati alla sensibilità verso i fiori. «Fiori per care memorie» si dice in una delle preziose lettere di Albertina, la figlia di Maria Luigia, per indicare come fosse consuetudine raccogliere e conservare una viola in occasioni speciali, di festa o di dolore. Il volume, realizzato da Grafiche Step, è in edicola con la Gazzetta di Parma a 8,80 euro più il prezzo del quotidiano.

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