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Provincia-Emilia

Pianestolla, la "belva" non si ferma: crollate due case e un capannone

14 aprile 2013, 13:23

Pianestolla, la

 

La belva non molla la presa. E lascia sul suo cammino una distesa di mattoni, di disperazione e di nuove emergenze da affrontare. A Pianestolla tra la sera  e la notte sono crollate le due case e il capannone pericolanti: solo macerie, oggi, nella frazione tizzanese dove la frana continua ad avanzare a velocità impressionante. "Un'altra abitazione è minacciata - racconta la voce provata del sindaco Amilcare Bodria -: si trova a dieci metri dalla nicchia di distacco del terreno e non sappiamo quale sarà l'evoluzione".

Mentre parla al telefono sta camminando tra i boschi, Bodria. Ma non è una gita domenicale. "La scarpata a valle della strada di Capriglio si è accentuata in queste ore: sarà impossibile lavorarci e ripristinare la strada dov'era. Stiamo valutando la possibilità di aprire una vecchia carrareccia: sarà un percorso più lungo, dovremo affrontare alcune problematiche morfologiche non facili, ma non possiamo rischiare l'isolamento".

Nè qui a Capriglio, nè a Case Bodria, dove la Massese è già ridotta al lumicino e il rischio è che Schia, Palanzano e Monchio rimangano tagliate fuori. "E sarebbe un altro dramma, la mazzata finale". Lo ripeteva ieri anche la giovane consigliere comunale Federica Madureri: "E' quello il grande problema, ora. E non ci possono abbandonare: bisogna intervenire per evitare il peggio". Domani è attesa la Commissione nazionale Grandi Rischi, e già oggi nei cieli dell'Appennino è in volo l'elicottero della Protezione civile regionale per monitorare la situazione dall'alto.

In una nuova domenica di emergenza il timore è che si possa riattivare anche il turismo da frana. "Non venite", è l'appello di Bodria: "E' pericoloso per chi viene, perchè la terra è in movimento, e si intralciano gli interventi". Benvenuti, invece, i volontari che hanno voglia di rimboccarsi le maniche. "Oggi non siamo ancora coordinati - spiega il sindaco -, ma domani alle 17 è fissata una riunione al Centro Operativo Comunale, a cui sono invitate anche le associazioni di volontariato, e cercheremo di organizzarci. Chi non fa parte di una associazione può contattare il Comune".

Sul fronte palanzanese ci sono buone notizie per Lalatta, dove l'intero paese era a rischio di evacuazione. "Siamo riusciti a completare la deviazione della grossissima massa d'acqua captata sopra la frazione, quelle che facevano muovere la frana- annunica con un sospiro di sollievo il sindaco Giorgio Maggiali -. Grazie all'intervento fatto con il Servizio tecnico di Bacino e il Consorzio di Bonifica ora Lalatta è un po' più sicura. Questa mattina abbiamo controllato le spie di movimento che coi vigoli del fuoco abbiamo installato sulle cose e fortunatamente non c'è nulla da segnalare". Preoccupa invece il ponte di Antria, sulla Massese: "Se la frana ci Caproglio continuerà ad avanzare, il ponte potrebbe essere a rischio. E se cedesse sarebbe isolamento totale". Si muove anche la frana sulla Vaestano-Ramiseto: la terra che si stacca si muove verso il ponte. E anche questa sta diventando un'emergenza. "Non c'è tempo: servono interventi urgenti sul territorio. E' necessario darsi delle priorità, se no l'Appennino muore", ripete Maggiali.

Chiara Cacciani