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Salsomaggiore - Timbro falso sulle bollette: due per due anni ha truffato l'Enel

15 aprile 2013, 01:58

Salsomaggiore - Timbro falso sulle bollette: due per due anni ha truffato l'Enel

La grande crisi ormai induce le persone ad escogitare proprio di tutto pur di sfuggire al pagamento delle bollette sempre più pressanti. E una fantasiosa utente, 47 anni, nativa di Parma e residente nella zona, per due anni, dal 2011 al 2012, ha truffato l’Enel, apponendo un timbro falso sulle varie bollette, col marchio contraffatto di un'agenzia Cariparma.
La donna è stata così denunciata dai carabinieri per truffa e falso in atto pubblico.
Come arrivavano le bollette dell’energia elettrica, la donna, puntualmente le timbrava, fingendo di averle già pagate tramite la banca e poi le spediva regolarmente all’Enel. Senonchè dai controlli effettuati dall’Enel, le varie bollette non risultavano pagate. Contattata la signora per sapere come mai non fossero arrivati i soldi, lei, candidamente, rispondeva agli operatori dell’Enel che probabilmente il disguido arrivava dalla banca.
Sono così partite le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Salsomaggiore  e dopo aver scoperto che la donna convalidava lei stessa i finti pagamenti delle bollette Enel utilizzando un falso timbro dell’agenzia Cariparma, è stata denunciata dai militari per truffa e falso in atto pubblico.
Un'altra  truffa è  stata tentata ieri mattina in città. Nella sede centrale delle Poste di Salso verso le 10 si è presentata una donna moldava (41 anni, nubile, badante, residente a Vernasca ma domiciliata a Salso, ndr) che ha chiesto alla direttrice di poter cambiare una banconota da 200 euro.
Quando le è stato chiesto un documento di identità, la donna ha risposto di non averlo con sé e di dover andare a casa a prenderlo. Ma quando si è ripresentata nella sede degli uffici postali, ad attenderla c'erano i carabinieri. La banconota da 200 euro, seppur all'apparenza perfetta, è stata controllata dai militari e infatti, come si sospettava, è risultata contraffatta.
Alla richiesta di spiegazioni su dove si fosse procurata la banconota, la donna ha dato risposte vaghe raccontando di averla avuta da una cugina. La badante moldava è stata così denunciata a piede libero per spendita di moneta falsa (art.455 cp).