Sei in Archivio

Parma

Tra i clochard in stazione: treni e sala d'aspetto come dormitori

14 aprile 2013, 22:14

Tra i clochard in stazione: treni e sala d'aspetto come dormitori

Luca Molinari

Il triste «viaggio» dei senzatetto della stazione non cambia mai. Ogni sera l’itinerario è sempre lo stesso: partenza nella sala d’aspetto (rimasta senza corrente elettrica per due settimane prima di tornare illuminata), arrivo in un convoglio fermo o in un altro riparo di fortuna.
Sala d'aspetto senza elettricità
 Recentemente infatti, oltre a mancare l’elettricità, sono stati anticipati gli orari di chiusura della sala d’aspetto. Un ulteriore disagio per la ventina di poveri che trovano riparo in stazione, costretti a migrare da un riparo di fortuna all’altro durante la notte. A segnalare il problema è Luigi Martuscello, presidente dell’associazione «Pane e Vita», che si occupa dell’assistenza ai senza fissa dimora. «Per due settimane la sala d’aspetto della stazione temporanea è rimasta senza corrente – spiega – inizialmente ci hanno detto che si trattava di un guasto, ma faceva strano vedere che tutto il resto della stazione fosse perfettamente illuminato». Nei giorni scorsi l’elettricità è stata ripristinata e l’associazione ha potuto riprendere a fornire i propri servizi ai bisognosi della stazione. «Siamo in zona stazione con il nostro pulmino due volte alla settimana, il martedì e il giovedì sera – dichiara Martuscello – non tutti i poveri però riescono a raggiungerci e allora andiamo nella sala d’aspetto per aiutare chi non si sposta. Spesso portiamo con noi un piccolo forno microonde allo scopo specifico di  offrire un pasto caldo e poter così anche stare per qualche momento in loro compagnia».
Gli orari di apertura ridotti
 Recentemente inoltre sono cambiati gli orari di chiusura della sala d’aspetto della stazione temporanea. «Fino a poco tempo fa la sala d’aspetto veniva chiusa solamente dalle 2 alle 5 del mattino – rimarca Martuscello – ad eccezione dei mesi più freddi, per venire incontro ai senzatetto. Ora l’orario di chiusura è stato anticipato di un’ora. Di conseguenza queste persone in piena notte devono spostarsi e trovare qualche altro riparo di fortuna per il resto della nottata».
Il rifugio nei vagoni fermi
 Alcuni trovano rifugio all’interno dei vagoni dei treni fermi in stazione o nelle sue vicinanze, altri invece in case abbandonate o altri spazi di fortuna. L’associazione mette inoltre a disposizione il proprio pulmino, ma al suo interno riesce ad ospitare soltanto due persone a notte. «Il problema deve essere risolto in maniera definitiva – afferma il presidente di «Pane e Vita» – lasciare senza corrente elettrica la sala d’aspetto per settimane non è certo una soluzione. E’ giusto che queste persone non utilizzino impropriamente gli spazi della stazione, ma bisogna anche trovare delle alternative». Martuscello lancia la proposta di allestire delle tende o altri spazi per ospitare temporaneamente queste persone. «Se vogliamo liberare la sala d’aspetto – prosegue - si potrebbero allestire delle tende attrezzate, simili a quelle per i terremotati, in attesa di una soluzione definitiva. Oppure valutare tutti assieme delle possibili sistemazioni. Non si può andare avanti in questo modo e occorre trovare qualche risposta alternativa». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA