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Provincia-Emilia

Una messa per il riscatto delle giovani costrette a vendersi

15 aprile 2013, 23:14

Una messa per il riscatto delle giovani costrette a vendersi

Umberto Spaggiari
La speranza del riscatto corre lungo la via Emilia. E’ questa la finalità dell’opera, o meglio della missione, che unisce la Caritas di Parma e l’associazione «Rabbunì» di Reggio Emilia, nel difficile percorso di assistenza alle ragazze di strada intenzionate ad uscire dal giro in cui sono cadute.
Un impegno non facile, irto di ostacoli frapposti da chi sfrutta le tante giovani donne, ma la determinazione di chi offre loro amicizia, non si arresta, e fortunatamente trova riscontri positivi. Se ne è avuta conferma  nella chiesetta di «Santa Maria della Conciliazione» a San Prospero, dove una decina di ragazze in maggior parte di colore, ha assistito alla messa celebrata dal vescovo di Reggio Emilia, monsignor Massimo Camisasca, in occasione di uno dei periodici incontri organizzati dalle due associazioni direttamente coinvolte nel delicato progetto.
«Da tempo si collaborava con il gruppo della diocesi reggiana in quanto le finalità sono le stesse: aiutare le vittime della tratta della prostituzione» - spiega Maria Cecilia Scaffardi, presidente della Caritas parmense. «Pertanto si è rafforzato questo rapporto reciproco, concordando le uscite, ed organizzando incontri. Qualche risultato si ottiene, ma è necessaria tanta pazienza e comprensione, in quanto ci si muove in un ambiente assai delicato, ed i tempi inevitabilmente diventano lunghi. Ma l’importante è poter offrire delle opportunità. Però - sottolinea con determinazione la Scaffardi - non chiamiamole prostitute, piuttosto ragazze costrette con la violenza e con l’inganno, a prostituirsi».
«E’ da quasi venti anni che abbiamo iniziato questo percorso di evangelizzazione lungo la via Emilia, con l’intento di offrire alle ragazze un cammino di autonomia» - aggiunge don Daniele Simonazzi, cappellano dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio, nonché fondatore di «Rabbunì» (maestro in lingua araba). «Abbiamo vissuto una bella comunione fra le chiese sorelle reggiane e parmensi, improntata alla preghiera che la chiesa della strada, diventi la strada della Chiesa. Indubbiamente siamo di fronte ad un problema che richiede il coinvolgimento di tutti, insieme alla capacità di studiare le dinamiche della tratta fondate sul potere, sul possesso e sul piacere, nonchè di rivedere il concetto di sicurezza».
Un suono di strumenti a percussione accompagnato dal canto delle ragazze, annuncia l’inizio della celebrazione eucaristica, nel corso della quale si ricordano Annabel, Rosemary e Fresia, tre ragazze di strada decedute, si prega per la diocesi parmense e il suo vescovo, per i bisognosi e per chi soffre. Traendo spunto da un brano del Vangelo, il vescovo Camisasca ricorda che «noi siamo le pecore di Gesù. Dio è diventato uomo, ha preso la nostra carne mortale, per cercarci, perché noi potessimo essere raggiunti dalla sua umanità, amati, perdonati. Egli ci conosce, conosce le nostre debolezze e i nostri peccati, ma conosce anche i nostri dolori e il nostro pentimento. Soprattutto conosce il nostro desiderio di incontrarlo, di essere abbracciati da lui, di essere introdotti, con l’aiuto della sua grazia, in una vita nuova dove non dominano più la violenza, il terrore, dove l’uomo e la donna non sono più trattati come degli oggetti da sfruttare».