Sei in Archivio

Parma

Zagrebelsky, Rodotà, Imposimato: i tre nomi di Pizzarotti per il Quirinale. "Strada e la Gabanelli? Meglio come ministri"

15 aprile 2013, 17:57

Zagrebelsky, Rodotà, Imposimato: i tre nomi di Pizzarotti per il Quirinale.

 «Rodotà, Imposimato, Zagrebelsky (soprattutto Zagrebelsky, perchè gli altri sono veramente su di età), mi sembrano le scelte più di buon senso». Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti esponente del Movimento 5 Stelle che ha promosso le Quirinarie, indica, quali sono i suoi nomi preferiti per la presidenza della Repubblica nel 'lottò di quelli già emersi dalla consultazione via web.
«L'auspicio – spiega Pizzarotti – è che si possa dare un’indicazione al di là del nome forte, di quello che può essere anche il più famoso tra i nomi che sono usciti. Visto che tra i dieci nomi uno si è già ritirato, ha lasciato spazio agli altri (lo stesso Beppe Grillo, ndr), l’aspettativa è che venga fatto un nome dalla maggioranza, quindi dalla base, che possa essere rappresentativo per tutti. In un momento di un governo così debole è ovvio che serva un presidente della Repubblica molto forte, che sappia prendere delle decisioni al di là di quelli che sono stati i risultati delle elezioni, che possa dar lui un primo giudizio, una prima indicazione che magari possa uscire dagli schemi e farci uscire dall’impasse».
«Uno Zagrebelsky, dunque, un Rodotà, o un Imposimato. Nomi che non lasciano dubbi, ombre, sull'operato in particolare e su quella che può essere un convergenza in generale. Secondo me noi abbiamo fatto un percorso molto virtuoso, come in altri casi, per cercare di andare in una direzione in cui l'indicazione del presidente della Repubblica venga dal basso», proseguè.
Grillo ha fatto bene a chiamarsi fuori? «Sì, decisamente - risponde – mi sembra molto in linea con quello che si è preannunciato. Lui ha detto sempre 'faccio da portavoce ma non voglio entrare direttamentè, quindi mi è sembrata una scelta coerente».
Gli altri nomi emersi dalle Quirinarie come sono? «Sono buoni ma non basta: se penso a una Milena Gabanelli o a un Gino Strada, il nome, la competenza e la rispettabilità ci sono tutti, ma serve anche una rappresentatività larga in questo senso. Andrebbero benissimo come ministri, ma non per una carica istituzionale come la presidenza della Repubblica».