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Arte-Cultura

"Pagine antifasciste": Cabassi apre il tris di appuntamenti tra storia e letteratura

16 aprile 2013, 17:24

Sabato 20 alla libreria Ubik, alle 18,30 prenderà il via la rassegna "Pagine antifasciste": tre appuntamenti tra storia e letteratura. Il primo ospite sarà Andrea Cabassi, che  presenterà il suo libro  "Manifattura Tabacchi 1948. Emilio Lussu e mio padre".
Introduce Andrea Marvasi, responsabile della Casa Editrice Fedelo's, e conduce Claudia Patrizi, collaboratrice di TvParma.
Sarà William Gambetta - Centro Studi Movimenti Parma- a compiere una breve introduzione sulla natura dei tre appuntamenti e sul perchè la Libreria Ubik, insieme a diverse realtà, ha creduto opportuno compiere con scrittori, giornalisti, storici e ricercatori un "recupero" della Memoria Storica.
 
-"Manifattura tabacchi 1948. Emilio Lussu e mio padre" racconta la battaglia politica e la vita privata di Emilio Lussu; le lacerazioni nel partito e il rimpianto per gli amici caduti martiri per mano fascista.
La figura umana e storica di Emilio Lussu risplende di autenticità nelle pagine di "Manifattura Tabacchi 1948", un raacconto intenso e raffinato che oscilla tra passato e presente per cantare un inno alla necessità umana di scovare le proprie radici.
Da una delle figure storiche più discusse dell’antifascismo italiano, Cabassi crea e dona vita a un personaggio da romanzo, dando voce ai rimpianti, alle amarezze, ai momenti di scoramento e all’incrollabile forza combattiva di un uomo che mai baratterà i propri ideali per un’oncia di effimero consenso. Un racconto penetrante che si spinge alla ricerca di radici comuni. Un'immersione nella Storia e nella Letteratura.
<<Qual è l’insegnamento che prepotente emerge dalle pagine di Manifattura Tabacchi 1948? "Sii meticcio. Sii meticcio!" Dice Emilio Lussu in un incontro surreale e mistico col protagonista narrante del racconto. Ovvero: cerca le tue radici, sporcati della terra che ha dato i natali ai tuoi padri. Sforzati di capire una verità fondamentale: le radici sono invisibili, si dilatano sotto il terreno, si mischiano ad altri suoli, in altro humus sino a far perdere di predominanza il luogo dal quale hanno avuto origine. Noi siamo la somma dell’intrecciarsi di nomi e odori, culture e battaglie. Siamo navi cariche di spezie, che toccano i porti del mondo. Siamo misti, eterogenei, variopinti. Questo è il senso poderoso del lavoro di Andrea Cabassi che nella semantica dei mondi possibili trascende il tempo e lo spazio, fa muovere i suoi personaggi su un’ipotesi di passato inespresso che avrebbe potuto mutare il corso degli eventi>>.
(Tratto dall'intro di Giacomo Pinelli)

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