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Arte-Cultura

"Populismo e democrazia radicale": incontro alla Ubik

16 aprile 2013, 17:42

 

Giovedì 18 aprile alle 18 presso la libreria Ubil di piazza Ghiaia conversazione sul tema "Populismo e democrazia radicale", prendendo spunto dall'omonimo libro curato da Marco Baldassari e Diego Melegari. Ne discuteranno con loro la giornalista e scrittrice Ida Dominijanni e Marco Adorni.

Il collasso del sistema rappresentativo e della democrazia neoliberale ha fatto emergere nuove configurazioni politiche e nuove linee di divisione che ricorrono sempre di più all'opposizione tra tecnocrazia post-politica, da un lato, e fenomeni populistici dall'altro. Quali metamorfosi ha subito il rapporto tra politica e antipolitica? Il populismo è un semplice fenomeno regressivo? La Lega, il berlusconismo, il Movimento 5 Stelle, sono tutti, sebbene in modo diverso, fenomeni riconducibili al populismo? Da questi interrogativi prenderà avvio il dibattito tra Ida Dominijanni, Marco Adorni e i curatori del volume Populismo e democrazia radicale. In dialogo con Ernesto Laclau. Il filosofo argentino va proponendo da anni all'attenzione del dibattito critico una definizione di “populismo” diametralmente opposta a quelle, ricorrenti, che lo identificano con fenomeni regressivi e identitari, con la manipolazione leaderistica o mediatica, con un'antipoliticità viscerale. “Populismo”, invece, significherebbe soprattutto costruzione di “popolo” e sarebbe la definizione stessa di qualsiasi politica che miri a ripensare la democrazia non solo come ricerca del consenso e prassi istituzionale, ma come dialettica sempre riaperta tra universalismo e antagonismo, ovvero come “democrazia radicale”. Il volume ripercorre i principali aspetti del lavoro di Laclau mettendo al centro della propria riflessione il problema se la costruzione di “popolo” basti a se stessa o se non richieda un orizzonte che la ecceda e che, perciò, ne definisca il valore politico. Scritto in un contesto in cui con “populismo” si tendeva a connotare soprattutto il berlusconismo e, per questo, trovandosi a confrontarsi più volte con l'ipotesi di un “populismo senza popolo”, il libro vorrebbe contribuire oggi ad un dibattito non meramente reattivo e tattico su fenomeni quali il Movimento 5 Stelle, rispetto ai quali a tornare oggetto di problematizzazione e di conflitto è probabilmente proprio come si debba intendere ciò che di “radicale” vi può essere nella democrazia.

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