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Parma

Il preside Baricco: "Nella mia scuola a lezione di sogni"

16 aprile 2013, 19:51

Il preside Baricco:

Margherita Portelli

Diventare grandi, una volta tanto, non equivale a un infelice congedo dai sogni. Stando ad Alessandro Baricco, pluripremiato scrittore idolo delle giovani generazioni in grado di fare il pieno in una libreria quasi fosse un locale di grido all’happy hour, esiste infatti una scuola ormai «matura», ma che di sogni si alimenta: quella che lui definisce «la scuola più bella del mondo».
Ospite ieri alla Feltrinelli, l’autore di «Oceano mare» e «Seta» ha catalizzato l’attenzione del giovanissimo pubblico che aveva affollato la sala già mezzora prima del suo arrivo, nella prima tappa dell’«Holden Reborn Tour».
L’occasione è quella utile ad annunciare al Paese (e non solo: una data del tour infatti è in programma anche a Madrid) le tante novità della Holden, la scuola di storytelling e performing arts che nel 1994 lo scrittore fondò a Torino, e che in questi 20 anni ha «sfornato» riconosciuti talenti della narrazione.
 «A vent’anni si diventa grandi» recita il pay off di quella che Baricco ripetutamente definisce la «nuova» scuola. E grandi si fanno anche i numeri: gli allievi, infatti, non saranno più 30 per classe ogni anno, ma 200.
 La scuola durerà sempre un biennio, ma la sua «casa» sarà trasferita all’ex caserma Cavalli di piazza Borgo Dora, ristrutturata anche grazie alla collaborazione del Gruppo Feltrinelli. La nuova didattica sarà incentrata su sei college, tante «piccole scuole Holden» per specializzarsi in diversi mestieri: Scrivere, Filmmaking, Acting, Series, Real World e Crossmedia.
A una prima occhiata sembra quasi una rockstar, Baricco. Abbigliamento casual, porta il suo lavoro in «tour» per il Paese, firma copie di libri per delle mezzore al termine degli incontri, e – come gli fa notare un attento «fan» - sembra avere una predilezione per le terminologie anglofone.
Afferrato il microfono si schiarisce la voce con sicurezza: «Mi sentite laggiù?».
«Un paio d’anni fa ci siamo resi conto che, a forza di errori, col tempo eravamo diventati davvero bravi a insegnare – racconta Baricco -: così abbiamo iniziato a pensare che ci sarebbe piaciuto ampliare la scuola, arricchirla. E oggi eccoci qua, con un sogno che si realizza».
Parlando della Holden, poi, accenna un ritratto seducente; quello di una scuola «che prima delle dieci non se ne parla di fare lezioni», in cui a insegnare sono solo veri professionisti (come scrittori, editor, sceneggiatori ), e in cui si impara un mestiere che in fondo è una passione.
A dar man forte all’illustre preside, sono presenti altrettanto illustri ex studenti, come lo scrittore Cristiano Cavina, l’attuale direttore didattico della scuola Gianluca Pallaro, e lo scrittore parmigiano Jacopo Masini. «Molti oggi ci chiedono perché abbiamo voluto accrescere il numero di studenti, se poi i posti di lavoro non ci sono – spiega Baricco -. Io rispondo che i nostri ragazzi sono svegli, e il lavoro riusciranno ad inventarselo».
È chiaro nel dire che non tutti i diplomati Holden sono poi divenuti famosi scrittori o autori di successo: «Magari c’è anche chi alla fine lavora a McDonald’s, o chi ha aperto un agriturismo – sottolinea -, ma buona parte dei nostri ex studenti (il 75% specifica Pallaro, ndr) lavora nel campo della narrazione».
«L’idea che ci animò vent’anni fa fu quella di dare vita ad una scuola che ci eravamo sempre sognati di avere e che non avevamo mai avuto – chiarisce il preside -: una scuola da cui Holden Caulfield (protagonista del romanzo culto di J. D. Salinger, ndr) non sarebbe mai stato espulso». Il sogno, a quanto pare, continua. 
 

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