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Parma

Napolitano ricorda Pietro Barilla: "Aveva fiducia nei giovani e una visione illuminata"

16 aprile 2013, 20:38

Napolitano ricorda Pietro Barilla:

Pietro Barilla aveva «fiducia nei giovani e nel loro contributo al progresso economico e civile dell’Italia» e aveva «una visione illuminata». Lo ricorda così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha inviato un messaggio al presidente del gruppo di Pedrignano, Guido Barilla.
«In occasione delle iniziative indette per il centesimo anniversario della nascita di Pietro Barilla intendo farvi giungere i miei sentimenti di apprezzamento e di condivisione». Queste le parole del presidente Napolitano, in un messaggio inviato durante l’incontro di chiusura delle celebrazioni del centenario, che si è svolto all’Università Bocconi di Milano.
«Trovo particolarmente significativa - sottolinea Napolitano - la scelta di istituire dieci borse di studio volte a promuovere il percorso formativo e le competenze dei giovani vincitori: in tal modo viene data concreta attuazione alla fiducia che Pietro Barilla nutriva nei giovani e nel loro contributo al progresso economico e civile dell’Italia». «Questa visione illuminata, che sarà oggetto del convegno odierno presso l’Università Bocconi, risulta quanto mai attuale nella presente situazione di crisi dell’occupazione e più in generale delle prospettive di futuro delle giovani generazioni, e rappresenta un prezioso segno di speranza per l’avvenire del nostro Paese».

IL GRUPPO NON PENSA ALLA QUOTAZIONE IN BORSA. Il gruppo Barilla continua a non pensare alla quotazione a piazza Affari. «Non è un pensiero che abbiamo giornalmente sul tavolo, l’azienda è molto forte e sa vivere delle sue gambe e della sua identità», ha spiegato il presidente Guido Barilla, durante un faccia a faccia con Giovanni Minoli all’Università Bocconi di Milano.

GUIDO BARILLA: «IL TEMPO E' SCADUTO CINQUE ANNI FA». Intervistato da Giovanni Minoli, Guido Barilla ha commentato i temi di attualità dicendo che «il tempo è scaduto anche per Confindustria». E dirlo adesso «fa ridere perché il tempo è scaduto cinque anni fa». Ad ogni modo, Barilla non intende uscire da Confindustria, «ma dobbiamo fare una riflessione profonda sul nostro modello associativo. Confindustria - aggiunge Guido Barilla - è una parte significativa dell’inefficienza del sistema» ed «è l'esatta faccia di un vuoto» politico e culturale. «Non è Squinzi, ma l’istituzione di per sé che è identica a tutte le altre» precisa Barilla che chiede «di cambiare il modo di porsi».
«Non è certo con il modello di Confindustria di oggi che ci possiamo affacciare al mondo. Dobbiamo disfarci di modelli lobbistici», precisa l’imprenditore sottolineando: «Noi stessi dobbiamo fare una riflessione profonda se il nostro modello associativo è capace di gestire le situazioni presenti e future con la stessa capacità in cui ha gestito quelle passate». Barilla, comunque, rimarrà all’interno dell’associazione «perché non si tradisce il partito e Confindustria è il partito degli industriali».

«PER IL QUIRINALE SERVE UNA PERSONA GIUSTA». «Per il successore di Giorgio Napolitano oggi non c'è un nome che mi piace e sui giornali ho letto cose che mi imbarazzano». Così Guido Barilla ha risposto a una delle domande di Minoli a Milano. Secondo l’imprenditore «bisogna eleggere la persona giusta, senza un largo consenso».
Quanto alla politica in generale, Barilla sostiene che «è utile perché un mondo senza politica è senza testa». Però bisogna «ricreare fiducia. La politica deve tornare a basarsi su modelli ideologici».
Guido Barilla è contrario al finanziamento pubblico ai partiti e ritiene che debba sostenersi «con i contributi personali». Oggi l’azienda non sostiene nessun partito, a differenza dei tempi in cui era guidata dal fondatore Pietro Barilla che appoggiava finanziariamente la Democrazia cristiana. «Non vogliamo che l’azienda abbia dei legami con nessun partito», spiega il presidente.

 Anche Mieli e Sanna al convegno su Pietro Barilla (video)

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