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Parma

Parma, non solo lirica: per "Otello" si è riunita la "nazionale" del jazz

17 aprile 2013, 01:32

Parma, non solo lirica: per

Claudia Patrizi

Parma per una notte come New Orleans, un via vai continuo di musicisti, artisti, appassionati di musica jazz, per una jam session durata sei ore: il concerto «Tributo ad Otello», organizzato in ricordo del musicista Marco «Otello» Gorreri a 15 anni dalla sua prematura scomparsa, è stato un’esplosione di creatività racchiusa in locale, il GPlus Stile di viale Mentana che ha ospitato l’evento. Sul palco si sono succeduti una cinquantina artisti del panorama musicale di casa nostra, chiamati a raccolta dai quattro membri dei Vidya, la storica band parmigiana con cui Otello suonò a lungo. «Visto il successo della scorsa edizione del tributo - ha detto Pampa Pavesi, pianista dei Vidya - abbiamo pensato di riproporlo anche quest’anno. È bello vedere come questa occasione sia sentita anche da giovani artisti, che non hanno avuto modo, per questioni di età, di conoscere direttamente Otello». Il concerto ha assunto la forma di una lunghissima jam session, dove l’improvvisazione, come da miglior tradizione jazzistica, è stata il fulcro di ogni esibizione. «Abbiamo steso una scaletta di brani per il concerto - ha spiegato Ugo Maria Manfredi, bassista dei Vidya - ma sapevamo già che non l’avremmo rispettata ed è giusto che sia così».
Il jazz è, per definizione, un genere basato sulle contaminazioni: dall’afro, al samba, passando per il rock e arrivando fino al funk e all’hip-hop, e proprio questa caratteristica di apertura ad altri generi musicali, rende il suo pubblico il più eterogeneo possibile. Così anche al GPlus Stile erano presenti tra il pubblico dall’anziano signore sulla settantina, ai giovani studenti del Conservatorio di Parma, dal musicista di strada che ha improvvisato qualche assolo di sax sul palco, alle ragazze che non hanno saputo resistere allo swing sfrenato e si sono lanciate in balli scatenati nonostante la calca. «Siamo felici di aver ospitato questo live - ha commentato Pier Luigi Zurlini del GPlus Stile - e mi piacerebbe riuscire a sviluppare in città un circuito di locali in cui gli appuntamenti con la musica jazz e blues diventino fissi, per dare il giusto spazio ai tantissimi artisti di cui la nostra terra è ricca». Giri di basso accattivanti, virtuosismi vocali, assoli di sax ed una sapiente combinazione di brani classici e recenti del repertorio jazz sono stati la perfetta colonna sonora di quella che a tutti gli effetti è stata anche la prima vera serata di primavera in città. Fino alla chiusura trionfale con l’esecuzione di uno dei brani più celebri dei Vidya, «Aira»: sul palco oltre ai membri del gruppo, Pampa Pavesi, Ugo Maria Manfredi, Vincenzo Mingiardi ed Oscar Abelli, anche una decina degli artisti che si sono esibiti durante la serata. Il modo migliore per rendere omaggio ad un grande musicista. 
 

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