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Economia

Pomodoro da industria: siglato l'accordo quadro per la campagna 2013

16 aprile 2013, 19:49

Pomodoro da industria: siglato l'accordo quadro per la campagna 2013

Si è conclusa a Parma la lunga maratona sul prezzo del pomodoro da industria relativo alla campagna 2013. Produttori e trasformatori hanno fissato il prezzo indicativo a 85 euro, più un centesimo a tonnellata per i servizi resi alle associazioni di prodotto L'accordo sarà valido per il Nord Italia. Lo rileva la Cia (Confederazione italiana agricoltori), che parla di «accordo positivo e migliorativo rispetto alla precedente campagna, sia come prezzo che come tabella, anche se non copre per intero i costi di produzione dei produttori agricoli». Unico aspetto negativo, i tempi lughi della trattativa. «Adesso – aggiunge la Cia – c'è da recuperare almeno un paio di settimane di ritardo nei trapianti, un ritardo che porterà non poche difficoltà in campagna anche perchè si rischia di non riuscire a programmare al meglio la scalarità produttiva. In ogni caso, adesso si può mettere in moto una campagna incerta sino all’ultimo e ricompattare una delle più importanti filiere agricole e industriali italiane. Sul pomodoro da industria l’Italia è leader in Europa e seconda nel mondo solo agli Stati Uniti».
«Fuori tempo massimo e senza un reale rinnovamento» è invece il giudizio di Coldiretti Emilia-Romagna. «Siamo arrivati ancora una volta in ritardo – dice il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello – e nonostante questo non siamo stati capaci di realizzare quella necessaria rivoluzione necessaria per la trasparenza del contratto. Abbiamo fatto solo un timido mezzo passo in avanti rispetto all’anno scorso, ma non siamo stati capaci di eliminare tutti quei tecnicismi che riducono il prezzo concordato da 85 euro a 83,50. Purtroppo si continua a sopravvalutare gli aspetti positivi e sottovalutare quelli negativi, che alla fine prevalgono, riducendo la retribuzione agli agricoltori. Se vogliamo veramente realizzare un vero interesse di filiera, ci si metta immediatamente al tavolo per definire come strutturare un contratto efficace trasparente per tutti i soggetti che operano nel settore».

IL COMUNICATO DEL DISTRETTO DEL POMODORO. «E’ con soddisfazione che Pier Luigi Ferrari, Presidente dell’O.I. Distretto del Pomodoro da Industria  – Nord Italia, apprende l’esito favorevole del raggiungimento dell’intesa per il Contratto Quadro d’Area Nord Italia per l’anno 2013, frutto dell’impegno degli operatori della filiera. Compito dell’O.I. è provvedere alla predisposizione degli strumenti operativi per la campagna, nell’interesse della filiera per mantenere l’alta qualità del prodotto e per migliorare la competitività verso gli altri territori produttivi. Lunedì 22 aprile si terrà a Parma l’Assemblea dei soci dell’O.I. nella quale verranno esposti i risultati della concertazione sulle linee strategiche di coordinamento di filiera».

SODDISFATTO L'ASSESSORE REGIONALE RABBONI. «Esprimo soddisfazione per l'intesa, faticosamente raggiunta, tra agricoltori ed industriali sul prezzo del pomodoro 2013. Non tutte le aspettative hanno trovato accoglimento. Tuttavia se si considerano le distanze iniziali, le difficoltà economiche che gravano su entrambe le componenti produttive, il calo dei consumi e la crescente concorrenza extra-Ue l’esito è positivo perchè offre a tutti la certezza di un contratto e di un prezzo minimo. La filiera del pomodoro, vera eccellenza emiliana, può dunque affrontare compatta la nuova campagna. Mi auguro che per il 2014 si possa giungere ad un contratto migliorativo ed anticipato nei tempi». È questo il commento dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni sull'accordo quadro per il pomodoro da industria.
L’accordo, sottolinea la Regione, «permetterà a tutti i produttori del nord Italia di contare sulle stesse condizioni di mercato e in particolare su un incremento del prezzo finale corrisposto di circa il 5%, a riconoscimento del forte aumento dei costi di produzione, che già lo scorso anno ha ridotto notevolmente la redditività per le imprese agricole». Tra gli elementi dell’intesa anche una diminuzione delle penalità legate a eventuali difetti del prodotto, la conferma dell’obbligo del rispetto dei disciplinari di produzione integrata, l’introduzione dei tempi massimi di pagamento previsti dall’art.62 del decreto liberalizzazioni.

 

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