Sei in Archivio

Economia

Rosselli: nei piani di Sidel, Parma sarà protagonista

16 aprile 2013, 22:32

Rosselli: nei piani di Sidel, Parma sarà protagonista

Patrizia Ginepri

Nel Tavolo in Provincia del 4 aprile scorso è stato detto con chiarezza: «Sidel resta in Italia e qui investirà ancora. Semplicemente deve adattare la struttura organizzativa a un mercato in rapida evoluzione e per far questo serve una riorganizzazione, un piano che tuttavia non inciderà sui livelli occupazionali».
Le parole dell'ad del sito Sidel di Parma  Riccardo Rosselli sono state recepite dalle istituzioni locali come una rassicurazione importante, ancor più se si pensa alle tante multinazionali che stanno tagliando in Italia centinaia di posti di lavoro senza appello. Meno convinti i sindacati, che sulla riorganizzazione restano dubbiosi.   
Dottor Rosselli, vogliamo spiegare la logica che ha portato al piano di  riorganizzazione?
Sidel ha una strategia molto chiara che è stata definita diversi anni fa, un piano già in atto che ruota attorno a tre pilastri: la prossimità al cliente, l'eccellenza operativa e l'innovazione tecnologica, allo scopo di perseguire i due obiettivi di leadership nel PET e di redditività sostenibile. Questo approccio si è rivelato corretto perché ci ha consentito di tornare a guadagnare e la riorganizzazione attuale non rappresenta alcun cambiamento di strategia, ma un'accelerazione dell'implementazione del progetto in corso. Il mercato cambia molto velocemente e noi dobbiamo adattarci e confrontarci con i nostri competitori.
Certo, la crisi morde...
L'anno scorso è stato un anno difficile in termini di competizione sul mercato più che di risultati economici. Questo ci ha fatto capire che dobbiamo agire velocemente per completare il percorso avviato in modo da rendere Sidel una società che sia leader nel PET, e che abbia una redditività sostenibile ovvero che si possa permettere di effettuare investimenti anche nelle fasi di calo del business. Il mercato del beverage equipment è altamente ciclico e per evitare l'alternarsi di fasi di espansione e di ristrutturazione bisogna continuare a investire proprio nei momenti più difficili, in modo da anticipare i concorrenti nelle fasi di picco. E questo lo possono fare le aziende che hanno le spalle molto larghe come nel nostro caso.
Può fare un esempio?
Dal 2007 al 2012 Sidel ha raddoppiato gli investimenti in ricerca e sviluppo, anche in fasi in cui gli altri concorrenti li dimezzavano.
Parliamo ora del piano. A cominciare dalla creazione dei due quartieri generali, a Dubai e a Francoforte.
Il tema è quello della prossimità al cliente citato prima: uno spostamento che noi stiamo realizzando da diversi anni. Lo scopo di un'azienda è quello di creare valore per il cliente e di conseguenza per gli azionisti e tutti gli stakeholders compresi i dipendenti. Fino a oggi avevamo diviso l'Europa in due zone: Wea (Western Europe e Africa) e Eceme (Eastern Central Europe e Middle East», ma in queste due aree coesistevano tipologie di clienti non omogenee. Così abbiamo ridefinito le zone e con esse la localizzazione dei quartier generali (Wea aveva sede a Parma, Eceme a Vienna ndr).
Da qui le nuove sedi...
Dubai è la sede adeguata   per seguire il Medio Oriente e l'Africa. Lì ci sono le sedi regionali di alcuni nostri clienti importanti e logisticamente è molto ben servita, sia per l'Africa che per il Medio Oriente. Abbiamo già un ufficio a Dubai, ma rafforzarlo e creare la sede di un quartier generale regionale è una scelta impegnativa.
E Francoforte?
Per quanto riguarda Francoforte, che sarà il quartier generale per Europa e Centro Asia ci sono due ragioni che ci hanno spinto in questa direzione. La prima è che i nostri più importanti concorrenti sono tedeschi e quindi bisogna andare a casa loro se si vuole competere con loro. La seconda è che parliamo del  mercato più importante per noi in Europa: ci sono 300 milioni di euro di business in Germania e noi abbiamo una quota irrilevante rispetto ai nostri posizionamenti a livello mondiale di quote di mercato. Sidel aveva già un ufficio a 40 chilometri da Francoforte che ora sarà spostato per l'ampliamento L'unica sede che verrà chiusa è l'ufficio di Vienna.
Quali sono gli impatti per Sidel Spa?
I due quartieri generali saranno ben dimensionati perché le risorse confluiranno da più parti. Dunque Sidel Spa è coinvolta in maniera marginale. Non deve passare l'idea che a Francoforte e Dubai ci sarà un numero di risorse spostate da Parma. Non è così. Noi abbiamo individuato le figure necessarie in queste sedi e non le singole persone. Offriremo ai dipendenti la possibilità di trasferirsi, quelli che non accetteranno per ragioni familiari verranno riutilizzati, ovvero adotteremo le procedure di mobilità interna per vedere che altre opportunità esistono nel sito di Parma. Ognuno farà le proprie valutazioni, va detto però che anche le opportunità di carriera vanno colte quando ci sono.
Veniamo alla nascita della newco. Che obiettivi si pone Sidel?
Uno degli obiettivi strategici è la leadership nel PET con una redditività sostenibile: è il nostro segmento di mercato più importante rappresenta l'80% dei nostri profitti e di nostri ricavi. La logica è quella di avere due business separati: da un lato  Sidel, con forte focalizzazione sul Pet, sulle linee complete e su macchine stand alone di soffiaggio, riempimento ed etichettaggio e dall'altro, con Gebo Cermex, la focalizzazione sull'ingegneria, sull'integrazione, sul fine linea e sulle macchine a tunnel. La società sarà partner esclusivo di Sidel per la parte vetro e lattine,  e partner privilegiato di Sidel per il PET. Viene data così l'opportunità di perseguire strategie anche in altri settori, in maniera indipendente. Ad esempio, le spese di ricerca e sviluppo sono naturalmente focalizzate sul PET e nel momento in cui esiste un'altra unità questa a sua volta destinerà risorse a ricerca e sviluppo.
La ricerca è fondamentale...
In sei anni dal 2006 al 2012, da quando cioè il sito di Parma è di proprietà di Sidel, l'azienda ha investito circa 40 milioni di euro per portare i propri impianti in Italia a livelli di eccellenza anche sotto il profilo dell’innovazione di prodotto. Inoltre, nello stesso periodo di tempo, sono stati investiti oltre 100 milioni di euro in progetti di ricerca e sviluppo in Italia. Per
il 2013 abbiamo un programma di ricerca e sviluppo che è in linea con quello che abbiamo fatto fino adesso. Non è previsto alcun
calo.
Ai sindacati che cosa dite?
Siamo disponibili a dialogare  e a presentare il piano di investimenti. Parma ha un ruolo importante, è parte di una multinazionale e ha un obiettivo chiaro: mantenere e incrementare il livello di eccellenza nella produzione di riempitrici, un mandato di cui siamo orgogliosi. Vorrei che fosse chiaro che quando l'azienda ha iniziato ad analizzare questi progetti abbiamo incontrato i rappresentanti di tutti i sindacati europei. La preoccupazione per i livelli occupazionali è legittima e le pressioni per migliorare il sistema paese sono condivisibili. Io stesso faccio parte del comitato settori esteri di Confindustria e anche in quella sede si cerca di fare pressione per migliorare il sistema paese.
La congiuntura italiana intanto continua a preoccupare...
 In Italia il sistema Paese non è vincente se confrontato con altri si e la connotazione va peggiorando. Tuttavia, nell'area di Parma c'è un distretto molto importante di impiantistica alimentare che continua a produrre eccellenza e le competenze qui non sono solo nelle aziende ma in tutta la rete delle subforniture.

 

 


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA