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Economia

Angosciante viaggio nelle aziende martoriate dalle frane

18 aprile 2013, 01:13

Angosciante viaggio nelle aziende martoriate dalle frane

Chiedono la dichiarazione dello stato di calamità le organizzazioni agricole del Parmense. Tutte contano, tra le aziende proprie associate, situazioni critiche tra le quali spiccano alcuni casi di evacuazione delle stalle e una generale compromissione dei raccolti.

Confagricoltura
La presidente di Confagricoltura Parma Monica Venturini, insieme al direttore Achille Coelli, ha fatto visita alle due aziende associate messe maggiormente in difficoltà dal maltempo. La prima visita è stata all’azienda agricola della famiglia Bonzanini in località La Fagiola di San Vitale Baganza dove un movimento franoso ha interessato un’area di una ventina di biolche minacciando la stabilità di una stalla dalla quale è stata disposta l’evacuazione di 23 capi di bestiame. La criticità della Fagiola era già nota ai tecnici della Bonifica che in passato avevano compiuto interventi di drenaggio, ma ora la situazione è ulteriormente peggiorata tanto che si teme anche per la sicurezza di un gruppo di abitazioni tra cui la casa della stessa famiglia Bonzanini.
Altra criticità è quella di un’impresa agricola di Albazzano dove un movimento franoso minaccia un grande contenitore di liquami. Su scala regionale, nel frattempo, Confagricoltura Emilia Romagna ha espresso pieno appoggio all’assessore regionale Paola Gazzolo in merito alla proposta di dar vita ad un piano decennale per la manutenzione del territorio con risorse certe e continuative nel tempo.

Coldiretti
Anche la Coldiretti Parma è al fianco delle aziende per un attento monitoraggio dei danni. «Stiamo facendo sopraluoghi e raccogliendo le segnalazioni degli associati – afferma Marco Tamani del servizio sindacale Coldiretti – ma vista la portata del fenomeno non è facile fare subito stime precise di tutti i danni provocati. Le ripercussioni sull’agricoltura sono pesanti in quanto vi sono fenomeni di forte dissesto idrogeologico con smottamenti e avvallamenti che rischiano di compromettere gravemente i terreni agricoli, rendendoli inidonei allo svolgimento dell’attività agricola se non si provvede ad un ripristino che non può gravare solo sull’agricoltore. A questo si aggiunge una situazione altrettanto preoccupante per alcune zone della pianura dove, per i terreni allagati, sono state ritardate e messe in serio pericolo le semine di molte colture quali bietole, foraggere, pomodoro e mais».

Cia
«Non registriamo fabbricati danneggiati tra i nostri associati – è il punto del presidente Guido Baratta della Cia -, ma ci sono smottamenti nei terreni che interessano una superficie di circa 400 ettari tra i nostri associati. E’ ancora impossibile fare una precisa stima dei danni causati dal maltempo. Stiamo monitorando la situazione con continui sopralluoghi».c.cal.