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La Vasca

Band di provincia - Fading Shadows

17 aprile 2013, 21:16

Band di provincia - Fading Shadows

Gianluigi Negri
Hanno impiegato più tempo a scegliere il loro nome che a trovare un’intesa musicale. Un mese di discussioni, anche accese, ma senza mai litigare veramente: divisi tra chi voleva un nome «demenziale» e di forte impatto (stile Tre Allegri Ragazzi Morti) e chi un nome in inglese. Alla fine, il compromesso li ha portati sulla seconda strada: Fading Shadows, le «Ombre che scompaiono». In realtà, più che scomparire, spiccano sulla scena salsese e fidentina da quasi tre stagioni: non solo serate nei locali, ma anche premi in contest estivi e altre manifestazioni all’attivo. Sono sei salsesi e una fidentina, l’unica ragazza del gruppo: Andrea Annoni, 23 anni, operaio, è la voce; Davide Mighali, 19 anni a maggio, studente al liceo linguistico Paciolo-D’Annunzio, suona la chitarra; Christian Pentimone, 19 anni a giugno, iscritto all’istituto per geometri «Vittorio Alfieri» di Parma, è il basso; Arturo Sommariva, 20 anni, studente alla facoltà di Chimica, il tastierista; Lorenzo Gaibazzi, 19 anni, studente di musica alla Civica Scuola di Milano, il batterista; Alessandro Gombi, 16 anni, studente al liceo scientifico Paciolo-D’Annuunzio, è l’altro chitarrista; Sara Dall’Aglio, 16 anni, iscritta all’istituto Solari, è la voce femminile della band. Il loro genere musicale? Difficile definirlo, perché è la somma delle influenze che ciascuno porta con sé: nascono come rock band, ma presto iniziano a dare segnali di «cambiamento». Dal pop al country, dal funky al metal, per arrivare al jazz: i Fading Shadows non vogliono etichettarsi con un unico genere. Amano le contaminazioni e le sperimentazioni. «Il nostro rock – afferma Mighali, che scrive e compone la maggior parte delle canzoni, poi riarrangiate con tutti gli altri componenti della band – ha mille sfaccettature. E’ un po’ la sintesi delle esperienze individuali e dei gusti personali. Fin dal nostro debutto, avevamo come obiettivo quello di fare musica originale, nostra, alternativa alle cover che, in ogni caso, nei concerti proponiamo ugualmente insieme ai nostri brani». Solo testi in inglese per i Fading Shadows, che hanno all’attivo una ventina di brani ed un ep contenente cinque tracce più un’intro: inciso nel gennaio 2012, l’ep «Weaved truth» permette di ascoltare «Burn the priest», «Hold me now», «By the time», «Straight to your heart» e «Rock me lady». «In questa incisione – spiega il cantante Andrea Annoni – ci sono molte sonorità anni Ottanta. Nell’ultimo anno, però, i brani che abbiamo composto contengono parecchi elementi nuovi». Proprio Annoni è in procinto di lasciare il gruppo: niente divisioni o rotture, solo una scelta personale, per prendere altre strade. Presto, dunque, verrà sostituito con il «placet» di tutti gli altri componenti del gruppo. Tra i progetti futuri, Mighali indica quello di una raccolta dei brani incisi fino ad oggi, da raggruppare in un unico cd. La scelta delle canzoni in lingua inglese non è un vezzo: «Nasce dalla mia grande ammirazione per la musica anglosassone. Mi piace pensare a canzoni che possano avere anche un respiro internazionale». Nell’affermarlo non mostra presunzione o immodestia: più semplicemente, con la voglia di chi studia musica con serietà (molti degli elementi del gruppo ogni settimana si recano da un maestro per migliorare la loro tecnica), comunica il sogno di chi è mosso dall’entusiasmo della passione.