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Dopo la sconfitta con l'Udinese, il Parma ha grande voglia di riscatto. Parola di Donadoni

17 aprile 2013, 17:17

Dopo la sconfitta con l'Udinese, il Parma ha grande voglia di riscatto. Parola di Donadoni

Dopo lo 0-3 interno contro l’Udinese, il Parma ha una gran voglia di riscatto. Uno stop inatteso e  piuttosto pesante che bisogna cancellare subito. Questo lo spirito  che anima Roberto Donadoni e i suoi ragazzi, domenica impegnati nell’anticipo delle 13,30 a San Siro contro l’Inter. «Come  faccio sempre, sia che si vinca o che si perda, ho parlato ai  giocatori alla ripresa degli allenamento - ha spiegato l'allenatore in conferenza stampa -. Ieri sera ci siamo trovati a cena tutti insieme, oggi doppio allenamento e si prepara la partita di domenica con l’Inter. I giocatori sono i primi a sapere e a capire quando le cose funzionano e vengono affrontate  nella maniera giusta. La delusione di un risultato negativo come quello di domenica è stata subito evidenziata da loro stessi.  C'è grande voglia di riscattare la prestazione, perché poi il  risultato è sempre relativo. Anche domenica l’Udinese è stata  brava in quelle 4-5 ripartenze veloci ad andare a chiudere  situazioni in cui eravamo in superiorità numerica ma che abbiamo  gestito male. Situazioni che sono il frutto di quelle giornate in  cui non sei convinto per cui arrivi sempre un attimo dopo».
Questa  l'analisi di Donadoni sulla sconfitta interna contro i friulani.  Adesso c'è l’Inter e in genere, dopo una brutta prestazione, è  sempre meglio affrontare una grande non fosse altro per una  questione di stimoli. «Sono ragionamenti che si fanno  abitualmente, ma credo che la maturità della squadra debba far  sì che si riesca a trovare sempre un equilibrio. Se lavoreremo su  noi stessi senza dare più o meno valore all’avversario, allora  riusciremo a far bene».
Donadoni spiega cosa non gli è piaciuto del Parma di domenica scorsa: «Parlare dell’approccio è relativo, perché comunque la squadra  fino al gol ha fatto una partita assolutamente pari a quella  dell’Udinese. Anche il primo gol è nato da una situazione di  fallo laterale in cui noi siamo stati lenti a riposizionarci, ma  poi succedono sempre quei mezzi rimpalli che ti penalizzano ancora  di più proprio perché non sei aggressivo e determinato - dice Donadoni -. Quello che domenica mi è piaciuto meno è stata  proprio questa mancanza di grinta, di voler fare la partita  lavorando non in funzione dell’avversario, ma su se stessi».
Per  quanto riguarda i singoli, Donadoni applaude la prestazione di  Amauri: «Ha lottato, così come Paletta. Nel caso di Amauri ha  fatto molto bene nel voler andare a creare difficoltà agli  avversari. In fase di non possesso palla tutti quanti secondo me  siamo stati al di sotto dello standard. Belfodil? Ha avuto da  gennaio in avanti un pò di disattenzioni di troppo. Il troppo  parlare di lui non l’ha agevolato. Non è un’attenuante, ma  considerata l’età sono quei passaggi che ci possono anche stare.  Credo che adesso abbia capito che deve cominciare a ricostruirsi  una credibilità importante partendo dal lavoro settimanale. Se lo  farà, allora troverà dei vantaggi anche nel rapporto coi  compagni. Sta migliorando, però non è un tennista che può  accontentarsi e dire sono fatto così. In uno sport di squadra  questo non è sufficiente».