Sei in Archivio

Economia

Frane, a San Vitale stalla evacuata e case in pericolo

17 aprile 2013, 20:20

Frane, a San Vitale stalla evacuata e case in pericolo

Cristian Calestani

Tempi lunghi per inoltrare le domande e poche certezze di vedere arrivare risorse per le aziende agricole dell’Appennino parmense danneggiate dal maltempo. E’ questo il quadro poco rassicurante del «dramma nel dramma»: quello di centinaia di azienda agricole delle nostre terre alte dove le piogge hanno in alcuni casi danneggiato le strutture e, soprattutto, compromesso buona parte dei raccolti. I pochi spiragli per ottenere qualcosa sono stati illustrati dalla Provincia agli agricoltori nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il vicepresidente Pier Luigi Ferrari, il funzionario Vittorio Romanini, i sindaci dei comuni colpiti dal maltempo e il prefetto Luigi Viana.
Dall’altra parte le associazioni agricole hanno rimarcato il ruolo «sociale e di guardiani del territorio» ricoperto dagli agricoltori nei territori di montagna.
«Come Provincia – spiega Romanini, responsabile dello sviluppo rurale del servizio agricoltura– abbiamo informato gli agricoltori in merito a quello che ci accingiamo a fare per poter consentire alle imprese agricole di accedere ad eventuali contributi che possono giungere tramite il Fondo di solidarietà nazionale. Il primo passo – informa il funzionario – è valutare attentamente che ricorrano due requisiti fondamentali, innanzitutto che l’evento sia riconosciuto come «eccezionale» prendendo come riferimento la piovosità degli anni precedenti. Il secondo aspetto riguarda il fatto che, nei territori svantaggiati, il costo del ripristino dei danni provocati dal maltempo deve superare il 20 per cento della media triennale della produzione lorda vendibile dell’azienda agricola».
Se ricorrono questi due elementi la Provincia ha 45 giorni di tempo per presentare alla Regione una proposta di delimitazione del territorio soggetto ai due elementi e individuare i contributi erogabili. Sulla carta sarebbe prevista una copertura sino al 90% per il ripristino dei terreni e delle attività aziendali e sino al 100% se i danni riguardano infrastrutture connesse all’attività agricola (come strade vicinali ad uso pubblico o opere irrigue).
«La Regione, a sua volta – illustra ancora Romanini – dispone di 15 giorni per avanzare una proposta al Ministero che ha tempo poi un mese per preparare un decreto se ritiene  che ricorrano  le condizioni con cui si riconosce l’eccezionalità dell’evento».
Dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale scattano 45 giorni di tempo durante i quali le aziende possono presentare le domande per la richiesta di contributo.
«Come Provincia – ha aggiunto Romanini – confidiamo di accorciare i tempi che ci riguardano e di fare pressioni tramite il prefetto affinché ciò avvenga anche a livello centrale. Purtroppo le esperienze passate – conclude il funzionario – non danno molte speranze. Per un evento simile di alcuni anni fa, meno eclatante ma più diffuso, arrivarono risorse pari al 5% rispetto a ciò che era stato quantificato».
Qualche speranza in più potrebbe giungere dal contesto regionale. Nel Piano di sviluppo rurale dallo scorso anno, a seguito dei danni da maltempo provocati dalle nevicate in Romagna e dal terremoto in Emilia, era stata istituita una nuova misura per il ripristino dei danni al potenziale produttivo delle aziende agricole. Ma resta da capire quante risorse la Regione possa destinare.