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Parma

Regione, martedì la sospensione di Villani dal Consiglio. Il rebus della sostituzione

17 aprile 2013, 20:09

Regione, martedì la sospensione di Villani dal Consiglio. Il rebus della sostituzione

La Conferenza dei presidenti dei gruppi assembleari ha convocato l’Assemblea legislativa regionale, «martedì, per la sospensione di diritto del consigliere Luigi Giuseppe Villani la sostituzione temporanea con l’affidamento delle funzioni di consigliere al primo dei non eletti nel collegio di Parma». È quanto si legge in una nota della Regione. Villani è il consigliere regionale Pdl agli arresti domiciliari per l’inchiesta 'Public Money' di Parma.  «Allo stesso tempo – si legge ancora – la conferenza dei presidenti dei Gruppi ha dato mandato alla Presidenza dell’Assemblea di convocare una nuova seduta, a partire dal quindicesimo giorno successivo al subentro, per il voto di convalida o meno del consigliere supplente, così come previsto dalla legge 108/68, dallo Statuto e dal Regolamento interni dell’Assemblea legislativa».

Il rebus della sostituzione

Dopo avere ritardato per 3 mesi l'attivazione di una procedura che era dovuta per legge, adesso la Regione si trova di fronte a un nuovo «scoglio». A sostituire Villani, infatti, dovrebbe essere il secondo classificato fra i candidati nella lista del Pdl alle regionali del 2010 nel collegio della provincia di Parma. Si tratta dell'ex assessore Giampaolo Lavagetto che nel frattempo però non soltanto è uscito dal Pdl, ma è anche stato condannato, sia pure soltanto in primo grado dal Tribunale di Parma, per peculato, con la sanzione accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Un fatto che, sulla carta, renderebbe Lavagetto non soltanto non eleggibile (e quindi non potrebbe essere lui a subentrare a Villani), ma addirittura non candidabile. Una distinzione tutt'altro che formale visto che in questo secondo caso Lavagetto non potrebbe neppure mettere piede in Regione. Nel primo caso, invece, il consiglio regionale dovrebbe prima nominarlo come sostituto di Villani e in seguito prendere atto della sua eventuale condizione di ineleggibilità e procedere a un'ulteriore sostituzione.

Per quello che dovrebbe essere solo un adempimento di legge, dunque, si profila un lungo e tortuoso cammino istituzionale in cui a farla da padroni sono i cavilli di una burocrazia regolamentare che definire complicata è un eufemismo. Ma chi subentrerebbe dunque in Regione se anche Lavagetto non risultasse compatibile con la carica? Qui la situazione si fa ancora più intricata: perché in teoria dovrebbe entrare Cinzia Camorali, esponente del Pdl parmense legata al movimento dei «Tea party» terza classificata in ordine di preferenze nella lista provinciale. Ma a questo punto si sovrapporrebbe un ulteriore dubbio legato al fatto che la sostituzione potrebbe anche non essere automaticamente collegata al collegio di provenienza del consigliere sospeso ma si debba invece fare riferimento alla percentuale ottenuta dal partito nelle varie province premiando quella con il miglior quoziente. Un vero ginepraio, dunque, che potrebbe non risolversi in tempo per il prossimo consiglio regionale, convocato per il prossimo 23 aprile. (g.l.z.)