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Provincia-Emilia

Gl? ps?colog?: "contro ?l d?sag?o della popolaz?one, un'?nformaz?one costante"

18 aprile 2013, 11:16

Gl? ps?colog?:

Chiara Cacciani

«Le frane continuano, si muovono: dietro alle ansie e alle paure l'esigenza più grande degli abitanti di Capriglio e Pianestolla era ed è quella di sapere, di poter confidare sul fatto di essere aggiornati tempestivamente. E noi abbiamo raccolto questo disagio e abbiamo trovato prime risposte concrete insieme alle istituzioni: il sindaco ha attivato la prassi molto intelligente dei comunicati quotidiani, degli incontri con la popolazione, e si sta creando un sistema di sms».

Funziona anche e soprattutto così, la psicologia dell'emergenza: non una terapia casa per casa, sfollato per sfollato, ma quello che Anna Sozzi, una dei volontari del Sipem (Società italiana di psicologia dell'emergenza), definisce «riannodare i fili che si sono interrotti». E che riguardano spesso una comunità intera bisognosa di fatti, non di sole parole. Anna, che è anche vicepresidente dell'Ordine degli psicologi dell'Emilia Romagna, è salita nel Tizzanese lunedì, «quando dopo il crollo della casa di Pianestolla e il rischio evacuazione la situazione psicologica era un po' degenerata». Ad attivare i volontari dell'associazione è stata la Protezione civile (di cui fanno parte) in accordo col Comune di Tizzano, «perchè è nell'ambito degli interventi psicosociali messi in campo, che noi ci muoviamo. La nostra è una funzione sicuramente innovativa, che va a dare importanza alle persone oltre che agli oggetti, ma è una piccola parte rispetto al lavoro che stanno facendo 24 ore su 24 i geologi, il sindaco Bodria e gli assessori coi loro cittadini»......................Articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

Marta Viappiani dell'équipe del Nip
«Quei bambini che hanno paura a lasciare la mamma»
Otto fra psicologi, infermieri e assistenti sociali: c'è anche l'équipe psicosociale del Nip - Nuovo Intergruppo Parma - all'opera nel Tizzanese. La base di lavoro è soprattutto Pianestolla, e anche loro raccontano di aver trovato paura ma anche la forza della determinazione, dramma ma anche voglia di reagire. «Stiamo facendo su e giù da quattro giorni cercando di fare quello che possiamo e incontrando la popolazione - è la voce della coordinatrice, la psicologa Marta Viappiani -. Il senso è quello di provare a risolvere i problemi di base, dare risposte concrete. E abbiamo la fortuna di poter collaborare con un sindaco, assessori e assistenti sociali di grande professionalità e di grande animo: li troviamo giorno e notte, sono instancabili. Strappa il cuore vedere le ferite lasciate dalle frane e anche sapere che su questo fronte non ci sono certezze. L'impatto è stato devastante: si ha un grosso senso di impotenza e anche una sensazione di non stabilità». La gente di Pianestolla ha la valigia pronta, già caricata in auto. «Sono preoccupati: non dormono, stanno alzati con il cannocchiale in mano a guardare le frane, che - sembrano farlo apposta - si muovo soprattutto di notte e non di giorno. Qualcuno ha mandato i bambini dai parenti, o ha fatto ricoverare gli anziani con problemi di salute. Ma nessuno vuole lasciare la propria casa: è un pensiero che mette molta ansia». E i bimbi rimasti non vogliono andare a scuola per non separarsi dalla mamma. C'è da lavorare sulle paure, sulla risposta ai bisogni primari. «Noi facciamo quello che possiamo - ripete Viappiani - e vediamo che la risposta della popolazione è positiva: abbiamo trovato una grandissima accoglienza. E credo che anche solo vedere una divisa faccia bene: per loro è la dimostrazione che non sono lasciati soli». c.c.