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Parma

Perché impediamo a noi stessi di essere felici

18 aprile 2013, 17:19

Perché impediamo a noi stessi di essere felici

Laura Ugolotti

In un mondo antico la felicità derivava dalla capacità di adattarsi alle circostanze; poi questa abilità ha perso di efficacia ed è andata scomparendo, lasciando spazio a meccanismi mentali generatori di infelicità.
Per capire quali processi sono alla base di questa evoluzione e cosa genere felicità e infelicità, è in edicola a partire da domani, venerdì 19 aprile, il secondo volume della collana «Farsi un’idea», edita da Il Mulino, e dedicata appunto al tema della felicità.
Paolo Legrenzi, autore del volume e professore ordinario di Psicologia cognitiva all’Università Ca’ Foscari di Venezia, passa in rassegna i più importanti meccanismi cognitivi connessi alla «inibizione di felicità», i processi per cui, cioè, impediamo a noi stessi di essere felici.
Perché, secondo Legrenzi, gli ostacoli alla nostra felicità non sono nel mondo ma nella nostra mente. E tuttavia non basta «non essere infelici» per essere felici.
Ansie, paure, ossessioni ed emozioni contrastanti intervengono sui nostri stati d’animo condizionandoli. Capirli e conoscerli, però, può essere l’inizio di una percorso di scoperta, per arrivare ad una maggiore consapevolezza di come «funzioniamo» e, forse, la chiave di volta per capire come modificare alcuni atteggiamenti che ci complicano il quotidiano.
Senza dare risposte, ma limitandosi ad indicare la via, Legrenzi spiega con un linguaggio semplice e comprensibili, eppure di assoluto rigore scientifico, quali sono i nostri meccanismi mentali. «La strada che abbiamo davanti - scrive - è complessa e difficile. Eppure il fatto che da sempre si desiderino ottenere risposte a questo tipo di domande non deve permetterci di derogare dei criteri con cui cerchiamo queste risposte». Il secondo volume della collana de Il Mulino è in edicola con la Gazzetta di Parma a partire da domani, venerdì 19 aprile, a soli 4,90 euro più il prezzo del quotidiano.
 

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