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Quirinale, seconda fumata nera: 418 schede bianche E il Pd di Parma a Bersani: "Archivia Marini e vai su Prodi"

18 aprile 2013, 21:31

Quirinale, seconda fumata nera: 418 schede bianche E il Pd di Parma a Bersani:

Fumata nera nella seconda votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Nessun candidato ha raggiunto il quorum. Le schede bianche sono state 418, Stefano Rodotà ha ottenuto 230 voti, seguito da Sergio Chiamparino che con 90 voti a favore raddoppia le preferenze rispetto alla prima votazione. Sfuma l'ipotesi dell'elezione di Franco Marini, che aveva ottenuto 521 voti.
Anche nella seconda votazione, inoltre, su alcune schede sono stati scritti nomi di improbabili candidati, come Valeria Marini e Rocco Siffredi.

Domani mattina alle 8 si riunirà l'assemblea dei Grandi Elettori del Pd. L’ipotesi che sta prendendo piede al vertice del partito è di scegliere il candidato alla presidenza della Repubblica attraverso una consultazione, a voto segreto, sulla base della proposta di nomi che sarà avanzata da Pier Luigi Bersani. Una sorta di "primarie" interne tra i Grandi Elettori che però preoccupa non pochi nel partito, che temono che la consultazione possa diventare una "conta" tra i favoriti.

IL PD CHIEDE UNO SLITTAMENTO DELLA QUARTA VOTAZIONE MA IL PDL E' CONTRARIO. Il Pd ha chiesto uno slittamento di qualche ora della quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, prevista per venerdì pomeriggio. Lo si è appreso da fonti parlamentari che precisano come la richiesta del Pd sarà esaminata dalla capigruppo convocata domani che potrebbe anche optare per uno slittamento a sabato.
I capigruppo del Pdl del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Renato Brunetta, esprimono la loro contrarietà ad ogni ipotesi di slittamento della quarta votazione. Attraverso una nota rifiutano "manovre dilatorie" del Pd.

E anche il Pd di Parma sconfessa Bersani: "Archivia Marini e vai su Prodi"

IL SEGRETARIO DEL PD E IL NOSTRO TITOLO.
Il segretario provinciale del Partito democratico Diego Rossi ci invia alcune considerazioni sul titolo del nostro articolo: «Desidero precisare che non ho “sconfessato” Bersani, come si riporta. Vorrei fosse chiaro che credo nel mio segretario, l’ho sostenuto e continuerò a farlo, perché sono certo che il progetto di un governo di scopo, con punti ben precisi da realizzare prima del voto, sia di gran lunga l’unico obiettivo che vale la pena sostenere in questa fase. Di fronte alla strumentalizzazione della candidatura di Marini fatta dal Pdl, mi sono sentito in dovere di chiedere a Bersani di uscire quanto prima da uno stallo preoccupante, lanciando il nome di Romano Prodi, figura eccezionale che so essere tra le più stimate da Pier Luigi».

Nel frattempo avevamo cambiato nell'home page il titolo "incriminato", ma solo per ragioni di lunghezza. Infatti, pur ospitando volentieri e naturalmente accettando e rispettando la spiegazione di Rossi, mi viene difficile pensare che chiedere a Bersani di sostituire il candidato Marini (frutto dell'intesa con il Pdl) con Romano Prodi (notoriamente inviso a Berlusconi e ai suoi) non equivalga a "sconfessare" il segretario nazionale, o quanto meno la sua linea. Capisco e rispetto il travaglio del Pd anche locale, ma temo per Rossi, e per Bersani, che la nostra interpretazione racchiusa in quel titolo sia un non-problema, in una giornata certamente fra le più agitate e confuse di questo partito. Comunque, grazie per la sua precisazione, che da parte nostra era doveroso pubblicare.  (Gabriele Balestrazzi)