Sei in Archivio

Provincia-Emilia

Sorbolo - Luca Cantarelli e le virgole nella nostra vita

19 aprile 2013, 01:29

Sorbolo - Luca Cantarelli e le virgole nella nostra vita

SORBOLO - Nell’ambito dell'iniziativa «Scrittori con gusto», organizzata dall’assessorato alla Cultura di Sorbolo con il Circolo della conversazione, si è tenuto al ristorante «Gatto nero» un incontro con lo scrittore Luca Cantarelli, autore di diversi romanzi di successo. L’ultimo, in ordine cronologico e presentato l’altra sera, si intitola «Siamo virgole», è la storia di quattro personaggi che intervallano le loro azioni, e soprattutto i loro pensieri, in 170 pagine. Un supermercato, un episodio di cronaca nera: Fabio, Lara, Rebecca e Alessandro sono i protagonisti del libro, raccontati in prima persona con una costruzione atipica del testo. Ma i protagonisti a tavola erano Luca Cantarelli e Cesare Pastarini della Gazzetta di Parma, che ha presentato lo scrittore in modo divertente e inconsueto, incantando i tanti presenti con competenza e simpatia. Cantarelli è così riuscito a raccontare se stesso e le «virgole» inserite non solo nel titolo del suo romanzo, ma nella vita di ognuno. Filosofia, poesia ma anche ironia attraversano le pagine, spingendo al contempo il lettore alla riflessione e al sorriso. Una scuola di vita raccontata con l’arguzia di uno scrittore capace; non a caso Luca Cantarelli considera la scrittura «un’esigenza». «Quest’ultimo romanzo l’ho intitolato “Siamo virgole” - ha ricordato - ma per me rappresenta un punto fermo. Uno di quei punti che, nel seguito della narrazione, richiedono di andare a capo. Per questo, quasi a chiudere un percorso, ho pensato di realizzare una sorta di sintesi delle mie precedenti esperienze letterarie, partite con “Come scrivere un libro e salvarsi la vita”». Insomma, come dice Cantarelli, siamo punto e a capo. La cena si è conclusa con l’appello di Pastarini al sindaco Angela Zanichelli e all’assessore Rita Buzzi, entrambe presenti, a proseguire incontri culturali come questo, facendosi promotrici nelle sedi istituzionali, «per evitare che le frane si formino anche nei nostri cervelli».