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Italia-Mondo

Avvocatessa sfigurata con l'acido: l'ex fidanzato nega le accuse

19 aprile 2013, 16:48

«Mi dispiace molto per quel che è successo a Lucia, ma io non c'entro niente». Ha negato tutto davanti al gip Lorena Mussoni, che lo ha interrogato in carcere a Pesaro per l’udienza di convalida, l’avvocato Luca Varani, sospettato di aver mandato un "sicario" a sfigurare con l’acido la collega Lucia Annibali, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale poi troncata dalla donna. Varani ha negato di conoscere i due albanesi indagati per l’episodio e ricercati. Il Gip si è riservato di decidere domani.
La Annibali è ricoverata al Maggiore in gravi condizioni.

Varani, che era assistito dall’avvocato Roberto Brunelli, ha risposto per oltre due ore alle domande del giudice, presente anche il pm Monica Garulli: a chi l’ha incontrato è apparso lucido, tranquillo. La sera del 16 aprile, quando Lucia Annibali è stata sorpresa al rientro a casa, in via Rossi 19, da un uomo incappucciato che le ha gettato addosso un contenitore di liquido altamente corrosivo, lui stava giocando a calcio nel campetto di Muraglia, con una squadra di terza categoria allenata da un maresciallo dei carabinieri.

La relazione con l’avvocatessa, ha detto oggi, si era conclusa nel novembre 2012, ma ogni tanto lei lo cercava ancora, in una sorta di altalena di odio-amore. In un paio di occasioni era stato lui a ricontattarla, rammaricato che il loro rapporto si fosse interrotto in modo molto brusco, quando Lucia aveva scoperto che Varani era fidanzato da anni con un’altra ragazza, dalla quale aspetta un figlio.

Il professionista ha negato di aver fatto pressioni di qualunque natura sulla vittima, e ha escluso categoricamente di essere tornato nel palazzo di lei dopo novembre, anche se alcuni condomini affermano di averlo visto aprire il portone con le chiavi anche di recente. Nello stabile, lungo la stessa via dello studio professionale del padre di Varani, Luca aveva affittato un garage, contratto mantenuto per qualche mese.

«Non ero geloso», «non sono uno stalker» ha ripetuto al legale. Per il momento è accusato di concorso in lesioni personali gravissime, anche se sarà una perizia medica a stabilire se Lucia Annibali - ricoverata in prognosi riservata al Maggiore - abbia rischiato la vita, e non solo la vista. Una consulenza tecnica dovrà accertare anche la natura di un’ustione alla mano che Varani sostiene di essersi procurato con una caffettiera bollente, e di una macchia trovata sotto una delle sue scarpe.

Appena possibile, gli inquirenti ascolteranno Lucia Annibali: era stata lei stessa a fare subito il nome di Varani ai soccorritori, mentre i carabinieri cercano di rintracciare i due presunti complici dell’uomo, due immigrati albanesi che in cambio di favori o denaro avrebbero aiutato il professionista a portare a termine il suo piano di vendetta. C'è anche un terzo sospettato, un italiano, in un ruolo però marginale. Il Gip Mussoni ha tempo fino al primo pomeriggio di domani per convalidare o meno il fermo di Varani ed eventualmente adottare una misura restrittiva nei suoi confronti.