Sei in Archivio

Spettacoli

Gran Gala Verdiano, l'omaggio di Kazushi Ono

19 aprile 2013, 17:27

Gran Gala Verdiano, l'omaggio di Kazushi Ono

Giulio Alessandro Bocchi
Se il primo autore presentato in programma è Johann Strauss figlio, il punto non cambia: il concerto di stasera alle 20,30 al Paganini, per la rassegna Nuove Atmosfere, è un vero e proprio Gala Verdiano. Dell’autore dei più celebri valzer viennesi, infatti, sarà proposta la Quadriglia tratta da «Un ballo in maschera» che aprirà la serata ricca di sinfonie, arie e duetti di alcune delle più amate opere del Maestro. Dopo l’omaggio reso a Wagner lo scorso dicembre, il direttore principale ospite Kazushi Ono dirigerà la Filarmonica Toscanini in un programma tutto verdiano, con la partecipazione anche dei soprani Gladys Rossi e Ausrine Stundyte, del tenore Antonio Poli e del baritono Simone Piazzola. Riguardo alla passione per la musica e per la direzione Ono aveva le idee chiare già da piccolissimo. «Ascoltavo - ricorda - la Terza sinfonia di Beethoven con la bacchetta in mano: mi ricordo ancora i due attacchi iniziali. I miei genitori mi hanno spiegato che era il direttore d’orchestra la persona in grado di ottenere quel suono. Sentivo un palpito, mentre studiavo pianoforte, a quattro o cinque anni. Come gli altri bambini amavo molto anche fare sport e andare in campagna, ma questo non mi ha mai distolto dalla musica per via del magnetismo che esercitava nei miei confronti». Il legame con Verdi e la Toscanini è più grande di quanto si possa immaginare. «Quando ho conosciuto la voce - spiega - me ne sono innamorato: era la prima volta che ho visto Traviata. L’emozione e la bellezza della musica mi ha toccato in modo profondo e ancora oggi mi emoziona come allora. È stato proprio l’amore per la voce che mi ha spinto a partecipare al Concorso Toscanini - che Ono vinse nel 1987 - perché volevo confrontarmi con un’orchestra che avesse il suono della voce italiana. Sono andato a Monaco per studiare con Patanè: è stata una fortuna perché ho potuto mettermi in contatto con la vera tradizione, e mi ha spinto a studiare le registrazioni di Serafin, de Sabata e Toscanini. Ascoltando Toscanini, infatti, si sente già la voce di Verdi. Credo che sia stata una grande fortuna poter intrecciare la mia esperienza con la lezione di Patanè e con quest’orchestra così verdiana in un programma come quello di venerdì sera». «Nella musica di Verdi - conclude spiegando la grandezza del Maestro - è molto importante guardare all’aspetto umano. Basta pensare a Traviata o Rigoletto, caduti nell’ombra della società, ma dotati uno spirito così puro: quale altro compositore avrebbe potuto creare questi due protagonisti? Verdi aveva il coraggio di mostrare la realtà anche negli aspetti più crudeli della vita umana. Proprio per sopportare questa crudeltà Verdi ci ha regalato la bellezza della sua musica». 

 

Foto Trascinelli
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

SALUTE

Alito pesante? Non è solo questione d'igiene

Spazzolino, filo interdentale, colluttori devono essere un rito fin da piccoli Ma spesso l'alitosi è sintomo di malattie che vanno indagate: gola, reni,  fegato, polmoni, come affrontare il problema