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Provincia-Emilia

Parma, triste record nazionale: 840 km di strade in frana

19 aprile 2013, 17:58

Parma, triste record nazionale: 840 km di strade in frana

«L'Appennino emiliano-romagnolo è la regione caratterizzata dalla più elevata densità di frane in Italia. Le frane mappate sono circa 70 mila e molte di esse hanno grandi dimensioni coinvolgendo aree di svariati chilometri quadrati. Circa il 20% del territorio collinare e montuoso della regione è in frana. Ben 2161 km di strade sul territorio regionale sono interessati da frane, di cui 615 da frane classificate come attive. Anche in questo caso la provincia di Parma detiene il primato regionale, con oltre 840 km di strade in frana». Sono dati riferiti – tramite una nota del Consiglio nazionale dei geologi – da Nicola Casagli, docente di Geologia all’Università di Firenze, che sta seguendo l'evolversi della situazione in Emilia-Romagna.
 Casagli ha aggiunto: «nella regione più franosa d’Italia con l'Università più antica del mondo, Bologna, dove nel 1603
Ulisse Aldovrandi coniò il termine 'geologià, non esiste più un dipartimento dedicato allo studio del territorio, dei suoi dissesti e delle sue risorse. Anche questo è un segno della decadenza scientifica e culturale del Paese».

«La Regione ha ricevuto quasi 1200 segnalazioni di danni dalla popolazione. Si sono verificate 23 interruzioni totali di strade – ha detto ancora Casagli – con l’isolamento di 20
località o abitazioni, 30 case sono distrutte o fortemente danneggiate; 70 persone sono state evacuate in 13 Comuni. I soli danni diretti sono stimati a circa 120 milioni. Non sono ancora stati stimati i danni alle attività produttive ma credo che saranno ingenti, considerando che nel solo comune di Tizzano si concentra il 15% della produzione di prosciutto di Parma e che molte delle strade utilizzate per i trasporti sono del tutto inagibili».

E c'è l’allarme lanciato da Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: «La diminuzione dei dipartimenti sta già provocando una contrazione sensibile anche nel numero degli studenti e dei laureati, che mai sono stati, per la loro specificità, numerosi come in altre discipline con grave pregiudizio per la sicurezza generale dalle calamità e dai rischi naturali. Il territorio è fortemente malato, mentre noi restiamo in attesa di risposte concrete».