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Economia

Pinko prevede 44 esuberi: i sindacati chiedono alternative e fanno appello alle istituzioni

19 aprile 2013, 14:20

A fine febbraio la Cris Conf Spa di Fidenza, meglio conosciuta per il suo marchio di abbigliamento Pinko, ha dichiarato un esubero di personale di 44 lavoratori dipendenti, soprattutto donne, su tutto il territorio nazionale, di cui 24 nella sede fidentina. Cgil e Cisl chiedono di riconsiderare queste scelte, per cercare un'alternativa ai licenziamenti. Hanno chiesto inoltre alla Provincia e al Comune di Fidenza di dare vita a un tavolo istituzionale che affronti la questione.
«L'azienda, nonostante i risutati di bilancio positivi degli anni passati e nonostante il periodo di crisi economica generalizzata, ha deciso di riorganizzarsi scegliendo per i lavoratori la strada del licenziamento - si legge in una nota diffusa da Cgil -. La trattativa sindacale, che è proseguita fino alla settimana scorsa per ricercare soluzioni condivise, alternative ai licenziamenti, si è fermata a causa di una decisione unilaterale della direzione aziendale di chiedere l'incontro al Ministero accelerando i tempi di chiusura di tutta la procedura per la prima metà di maggio.
I sindacati di categoria Filctem CGIL e Femca CISL ritengono che, anche per salvaguardare l’occupazione, vi siano i presupposti per una richiesta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione e riorganizzazione, e sono convinti che attraverso una seria formazione e riqualificazione del personale si possa ridurre il numero di persone dichiarate in esubero. L'azienda, infatti, in questo periodo, ha fatto nuovi investimenti e aperto nuovi negozi, per cui sembra quantomeno bizzarro che siano solo i lavoratori dipendenti a pagarne il prezzo».

(foto d'archivio)