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Provincia-Emilia

Fede e tradizione per pregare in un momento terribile

21 aprile 2013, 01:56

Alex Botti

Per il secondo anno tornerà a Signatico la Festa della Santa Croce. Un modo per recuperare una tradizione che sta andando persa, tra fede e credenze. Sarà una messa un po' particolare: chiunque vorrà, potrà portare la propria croce costruita a casa, la quale verrà poi benedetta assieme ad un rosario che verrà consegnato a chi le avrà portate. Riportata a casa ognuno la potrà mettere ovunque avrà bisogno di proteggere qualcosa. È una tradizione dalle radici antiche che sta andando persa. Ormai molti anni fa, nei tempi in cui in tutti i paesi di montagna c'era una scuola, la mattina del giorno della Santa Croce, ossia il 3 maggio, era usanza che tutti i bambini costruissero con rami di noccioli appena raccolti, una croce stilizzata alla quale veniva attaccato un ramoscello di ulivo benedetto. Queste croci venivano poi portate sopratutto nei campi di frumento ed orzo, ma anche negli orti e nei prati, perchè potessero proteggere il raccolto. Oggi quei bambini sono nonni, bisnonni, e purtroppo qualcuno di loro non c'è più, e la tradizione a poco a poco sta andando persa. Ecco perchè la parrocchia di Signatico ha creato questa festa. L’obbiettivo è di fare in modo che questo legame col passato non vada definitivamente perso, ma che invece possa riprendersi. L'anno scorso, all’esordio della festa, nonostante il maltempo, la festa era andata molto bene. In tanti si erano uniti a questa particolare celebrazione, ed in tanti avevano portato le loro croci. Ce ne erano di tutti i tipi e colori, costruite con legnetti, bastoni, assette e asticelle, dando un tocco di novità e piacevolezza ad un pezzo di storia. Dall’altare, cosi come sarà per quest’anno, era stato padre Gianluca Limonta ad impartire la benedizione sui fedeli e sulle croci, particolarmente affezionato alla festa.